Juve Stabia

Juve Stabia - Quando il Benevento si arrese di fronte alle vespe di mister Braglia

I sanniti coronano meritatamente un sogno attesissimo dopo 88 anni di storia, ma sei anni fa non poterono nulla contro la furia del ‘Gigante Buono’.

di Davide Soccavo


Il Benevento approda in massima serie per la prima volta dopo 88 anni di storia. Gli stregoni battono il Carpi per 1-0 nel ritorno di finale play-off grazie alla rete di George Puscas, costringendo la compagine emiliana ad un altro anno in serie cadetta dopo la passata esperienza in serie A. Mister Baroni festeggia con merito la tanto attesa promozione insieme ai suoi ragazzi. L’anno seguente promette spettacolo, visto il derby campano che si disputerà tra Napoli e Benevento, un match nella medesima regione che non veniva giocato da ben 29 anni, quando l’Avellino di Luís Vinício, al quale subentrò Eugenio Bersellini, militava in massima serie. È una vittoria per il calcio campano, ma lo è anche per lo stabiese Salvatore Di Somma. Chapeau ai rivali sanniti. Eppure al giorno d’oggi potrebbe sembrare strano ad alcuni, ma, quando i giallorossi giunsero nella città delle acque, non poterono nulla contro la furia di Morris Molinari, meglio noto ai tifosi come il “Gigante Buono”. Sei anni fa la Juve Stabia di Piero Braglia vinse contro il Benevento per una rete a zero nell’andata delle semifinali play-off, con il goal siglato dal difensore stabiese, uno dei protagonisti principali della gloriosa cavalcata gialloblù nella storica annata che vide le vespe tornare in cadetteria dopo 60 anni. Fu un derby particolarmente atteso quello tra i gialloblù e i sanniti, con le due formazioni partite ad inizio campionato con obiettivi diversi. Da una parte gli uomini di Braglia, nonostante furono partiti con l’intento di salvarsi, conclusero

il campionato al quinto posto, disputando così il torneo valido per la promozione in serie B. Dall’altra parte la squadra allenata da Galderisi,invece, partì con l’obiettivo di vincere il torneo e si ritrovò, per il terzo anno consecutivo, a dover lottare negli spareggi. A difendere i pali delle vespe c’era l’estremo difensore Simone Colombi; il muro difensivo era formato da Molinari e Scognamiglio centrali e Dianda e Maury laterali; a centro campo vi era l’inimitabile Cazzola, il brasiliano Mezavilla e l'esperto Danucci ; in avanti il tridente delle meraviglie con Albadoro e Tarantino a supporto di Re Giorgio Corona posto al centro della zona offensiva. Braglia fu costretto fare a meno dello squalificato Dicuonzo, un tassello fondamentale per la Juve Stabia. Il Benevento di Galderisi ebbe,invece, tutti gli uomini a disposizione, una corazzata vera e propria. Il Menti fece registrare il tutto esaurito e ,inoltre, furono circa 700 i tifosi giallorossi giunti da Benevento. La gara iniziò con gli ospiti subito in avanti, schierati con un 4-3-3. Stessa formazione per la Juve Stabia che a partire dal 8’ si rese padrona del gioco e su un tiro da fermo su punizione, Molinari insaccò il pallone in porta, tra la gioia dei tifosi sugli spalti e la protesta degli avversari a bordo campo per una presunta posizione irregolare di un giocatore stabiese. Grazie poi al pareggio del ritorno siglato su rigore da Nazzareno Tarantino, la squadra gialloblù approdò in finale dopo 11 anni, per poi conquistare al Flaminio di Roma l’attesissima promozione in B.

Il Benevento promosso in Serie A


Juve Stabia - Benevento 1 a 0: Il Servizio


martedì 13 giugno 2017 - 09:48 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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