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Juve Stabia - Polcino:«Dopo aver risolto i vari problemi debitori si lavora per crescere»

Il dg delle vespe: «Con Di Bari c'è grande sintonia»

di Aurora Levati


Ottimismo ed entusiasmo. Questo è lo stato d'animo del dg Polcino durante l'intervista ai microfoni di lacasadic.com. Tra i vari argomenti trattati in questa lunga chiacchierata a 360 gradi del mondo gialloblè, c'è anche l'analisi della cruciale firma del concordato.

«Quando sono arrivato, non è un segreto che la società aveva da risolvere problemi debitori abbastanza importanti. Si è costruito un progetto, che stiamo seguendo in maniera precisa e scadenzata. Quest'anno siamo riusciti a mettere a posto tutti i nostri conti grazie a un grande sforzo dei fratelli Langella, in particolare di Andrea. Oggi guardiamo il futuro in maniera diversa, propositiva. Finalmente possiamo programmare. Se non si ha stabilità e fondamenta solide, è difficile farlo. Miracolo? No, è frutto di un grande lavoro di squadra. Quando ci siamo visti con la proprietà e il team di professionisti, si era predisposto un piano per eliminare i vari debiti con l'agenzia delle entrate e per quelli anche con i fornitori della debitoria corrente. Ad oggi la Juve Stabia è tra le migliori società a livello finanziario che ci possa essere. Questo genera fiducia. Dovendo operare un risanamento societario, la proprietà è stata chiara. Prima azzeriamo i problemi, così da poter diventare l'isola felice di cui parla il nostro Presidente, poi programmiamo lo sviluppo. Nel decidere chi doveva fare questo, la scelta è ricaduta su Di Bari come direttore sportivo. Oltre a essere un amico, è anche e soprattutto un grande professionista. Ha allestito la rosa rispettando i dettami che gli avevo dato. Di solito nasce sempre qualche lite tra direttore generale e direttore sportivo. Non solo non abbiamo mai litigato, ma neanche mai discusso ( ride, ndr ). Siamo riusciti a creare una buona sinergia. Speriamo che questa nostra mini favola possa continuare anche nel girone di ritorno».

Poi ha commentato le dimissioni di Ghirelli. «Ci siamo trovati in un consiglio federale in cui una parte dei club hanno deciso di non appoggiare la riforma del campionato. Noi eravamo favorevoli perchè, ad oggi, il sistema Lega pro non funziona. Lo testimonia quello che è successo nei vari campionati nei precedenti anni: società fallite, società che sono andate in difficoltà e società che non si sono proprio iscritte. In questi anni Ghirelli ha fatto un lavoro eccezionale. Perché? Perché,

a Marzo 2020, quando ero ad Avellino ed è scoppiato il Covid, si era seminato il panico su quelle che sarebbero potute essere le varie conseguenze e problematiche in merito. L'ex Presidente, così come Gravina, hanno fatto un lavoro enorme per aiutarci a sopravvivere. Adesso era arrivato il momento di lavorare per crescere. Il format proponeva dei miglioramenti, almeno a livello di introiti pubblicitari e di spettacolo. Oggi c'è bisogno di riportare la gente agli stadi. E' brutto che, in uno stadio come il Menti di Castellammare, dove possono entrare 14mila persone, se ne si ha solo 2 o 3mila. Qual è la ricetta per la Lega Pro? C'è bisogno di una riforma della Melandri (in ambito finanziario), di far sì che i club possano essere aiutati nella gestione delle spese in particolare di quelle gara, della defiscalizzazione contributiva dei calciatori, che corrisponde al 35% di un bilancio di una società lega pro, e di avere nuovi partner della Lega Pro. Per esempio si potrebbe pensare alle società di betting. E' importante però riunirsi e generare quattro o cinque punti da modificare, e che anche FIGC e FIFA sottoscrivono quanto proposto. Spero che Ghirelli possa ritornare sui suoi passi. La sua competenza e la sua esperienza sono fondamentali per far sì che il campionato risulti credibile e soprattutto guidare il cambiamento di cui si ha bisogno».

Infine, parla della sua avventura in gialloblù. «Le piazze in cui ho lavorato sono state di grande formazione. Le prime che mi vengono in mente sono Foggia o Avellino. Si vive di pane e pallone. Forse solo di pallone ( ride, ndr). Meritano palcoscenici diversi. Castellammare ha un fascino particolare. E' in un bacino importante ed ha una storia e una cultura importante. Da una parte risulta più facile da gestire, ma dall'altra richiede un impegno che non mi è mai stato richiesto invece da altre piazze. Lavoro h24 per questa società. Con una giusta programmazione, nell'arco di tre anni, si può ambire a... Essendo scaramantico, non aggiungo altro ( ride, ndr ). I nostri sostenitori sono fantastici. Sono sempre presenti, sia in casa che in trasferta. C'è da risvegliare il resto della città, che segue ma non è vicina alla squadra. Spero di non essere frainteso con le parole che dico. Ogni gara interna lo stadio deve tornare a pulsare. Ricordo che c'era la regola del Menti: quando si giocava a Castellammare, si lasciavano i tre punti...»


lunedì 2 gennaio 2023 - 16:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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