Juve Stabia

Juve Stabia - Paganese, derby per pochi intimi

L'Italia sia l’unico paese tra le “big five” leghe europee che ancora non riesce a risolvere l’annoso problema della violenza negli stadi.

di Giovanni Minieri


Ogni regione italiana ha le proprie rivalità, ma la Campania da questo punto di vista non conosce eguali. Juve Stabia-Paganese, infatti, non è una semplice partita di calcio. È rivalità storica, partita da vincere non solo per la mera classifica, ma soprattutto per il prestigio della città. Una sfida in cui il fioretto deve essere messo da parte per combattere di spada. Senza esclusione di colpi, lasciando negli spogliatoi pressione e tensione per mettere sul terreno di gioco cattiveria agonistica e senso di appartenenza, unici ingredienti per venire a capo di partite del genere.
Contrasti che non hanno risparmiato proprio nessuno. Sono infatti tristemente noti gli episodi datati gennaio 2009, quando un gruppo di tifosi azzurrostellati accerchiò ed aggredì cinque giornalisti provenienti da Castellammare di Stabia in procinto di ritirare gli accrediti per assistere alla gara in programma al “Marcello Torre”. Una vile aggressione a cui la società gialloblù rispose con stile nel match di ritorno, offrendo un vassoio di dolci agli inviati della Paganese presenti in tribuna al “Menti”.
Derby da sempre contraddistinto da una straordinaria cornice di pubblico, unita a cori, coreografie e sfottò più o meno coloriti da una parte e dall’altra. In piena linea con quello spirito di campanile che rende gare del genere eventi unici a cui nessun calciatore né tifoso vorrebbe mai mancare.
Cartoline di un tempo che fu, rovinato dall’Osservatorio del Viminale che ha classificato il match come gara a rischio, impedendo ai supporters azzurrostellati di recarsi presso l’impianto stabiese per assistere alla sfida. Dispiace vedere come l’Italia sia l’unico paese tra le “big five” leghe europee che ancora non riesce (o non vuole) a risolvere l’annoso problema della violenza negli stadi. Nonostante i biglietti nominali che costringono i tifosi a lunghe code sia per l’acquisto dei tagliandi che per accedere agli impianti durante le gare, le sempre maggiori misure repressive e l’introduzione della tanto osteggiata Tessera del Tifoso che ha portato ad una vera e propria schedatura dei sostenitori attraverso la fidelizzazione al club di appartenenza, tutto cambia affinché nulla cambi. Nel Belpaese vige ancora il detto punirne uno per educarli tutti ed ecco che magari per le intemperanze di uno sporadico gruppo di tifosi, non si procede quasi mai all’identificazione ed alla conseguenze estromissione dei responsabili dagli impianti sportivi, ma si preferisce la strada che porta a chiudere i settori, con buona pace delle tante persone perbene innamorate del gioco del pallone.
Dulcis in fundo, la Lega dà il colpo di grazia facendo sì che la gara si giochi soltanto davanti a pochi intimi. La quarta giornata del Girone C di Lega Pro era spalmata sulle giornate di sabato e domenica con Casertana e Juve Stabia uniche campane a giocare davanti al proprio pubblico. Premettendo che la Lega Pro non può stilare il calendario in funzione dei match della massima serie, in alcuni casi sarebbe però opportuno prevalesse il buon senso. Le gare di Casertana e Juve Stabia sono programmate per sabato alle 20:30, appena un quarto d’ora prima della “madre di tutte le partire” per gli amanti del calcio in ogni angolo della Campania. Quel Napoli-Juventus intriso di odio atavico per tutta una serie di ragioni sportive ed extra-sportive che spinge tutti i supporters, Club Napoli e semplici appassionati della provincia a fare carte false per accaparrarsi un prezioso tagliando. Se la Casertana, a causa della concomitanza con la Notte Rosa, ha chiesto ed ottenuto l’anticipo alle 18, la Juve Stabia nonostante appelli e proclami di dirigenti e calciatori, è stata costretta a giocare l’importante match contro l’attuale capolista davanti a soltanto mille spettatori. Tutto ciò si poteva e doveva evitare.
15 i precedenti tra Juve Stabia e Paganese tra il vecchio “San Marco” ed il nuovo “Romeo Menti” e anche la cabala faceva pendere la bilancia nettamente a favore delle vespe, con 10 vittorie, 3 pareggi e soltanto 2 successi degli azzurostellati, l’ultimo risale

nte addirittura alla stagione 1979/80 in C2 quando la Paganese si impose di misura per 1-0.
Nella stagione scorsa fu un en-plein per i gialloblù, che alla 7ª di ritorno si imposero al Menti con un rotondo 2-0 grazie alle reti di Jidayi e Di Carmine. La gara di andata disputata al Torre, però, esprime alla perfezione quanto la gara sia sentita dalla tifoseria di Castellammare. L’Osservatorio del Viminale (tanto per cambiare) vieta la trasferta a Pagani e la tifoseria seguì in massa la gara al Menti grazie ad un maxischermo allestito per l’occasione in Curva. Le vespe riusciorono a violare il “Torre” grazie ad una rete al 90’ del giovane Osei, gettato nella mischia da Pancaro appena un paio di minuti prima al posto di Vella.
Per quanto riguarda il match, Ciullo fa di nuovo affidamento sul collaudato 4-4-2 con Liotti che prende di nuovo il posto di Contessa nel ruolo di terzino sinistro. Torna De Risio dal primo minuto (mancava dall’esordio in Coppa Italia contro il Melfi) che va a far coppia con Obodo in mediana. Vella confermato alto a destra con Gomez a far coppia con Gatto. La partita procede a ritmi blandi e la Juve Stabia riesce a sbloccarla con uno stacco imperioso da attaccante consumato di Migliorini su corner dalla destra di Arcidiacono. Da partente a capitano, per il difensore di Peschiera del Garda si tratta del primo gol davanti al pubblico del “Menti”, il secondo in assoluto dopo quello realizzato nella scorsa stagione in un altro derby, quello contro la Salernitana, poi perso per 3-2. Migliorini ha un’altra occasione, sempre di testa, per chiudere il match su punizione di Liotti senza però riuscire a trovare il bersaglio grosso. La Juve Stabia gioca bene, mantiene il possesso palla senza dare l’impressione di rischiare più di tanto. Purtroppo, però, quando i match non si chiudono, il pericolo è sempre in agguato e prende forma nel modo più atroce. In pieno recupero, con i supporters stabiesi già pronti a festeggiare i tre punti, l’albanese Gurma (entrato a partita in corso al posto di Cicerelli) controlla in area e riesce a piazzare un diagonale facendo passare il pallone tra una selva di gambe, ed infine alle spalle di un incolpevole Russo.
Nonostante un magro bottino di appena 4 punti in 4 partite, la panchina di Salvatore Ciullo appare ben salda. Anche perché l’allenatore pugliese ha la valida attenuante di non aver mai potuto schierare la miglior formazione possibile a causa dei tanti infortuni che continuano a falcidiare la squadra gialloblù. Se a centrocampo è finalmente rientrato De Risio, restano out Maiorano e Bombagi. Il primo dovrà operarsi alla caviglia per cui si prevede uno stop di almeno due mesi, mentre per il secondo i tempi di recupero si allungano settimana dopo settimana. Come se non bastasse, l’infortunio di Spider Ripa nella rifinitura pre-Paganese risulta essere abbastanza serio. Sabato era in tribuna al Menti scuro in volto e con una vistosa fasciatura stretta sul ginocchio destro. Scartata, purtroppo, l’ipotesi di una semplice botta che avrebbe potuto permettergli di essere a disposizione già sabato prossimo  per il secondo derby consecutivo contro la Casertana, restano altre due possibilità che saranno vagliate nei prossimi giorni. Un’elongazione del collaterale del ginocchio lo terrebbe ai box per circa un mese, mentre un’eventuale lesione lo costringerebbe ad operarsi ed il rientro potrebbe non avvenire prima di tre mesi.
Intanto, per fronteggiare l’emergenza, la Juve Stabia ha annunciato l’acquisto dell’attaccante brasiliano Alessandro Padovani Celin, già in prova da una settimana con i gialloblù. Prima punta fisica, ma estremamente rapido palla al piede, Celin potrebbe rivelarsi molto utile per dare a Ciullo ulteriori frecce al proprio arco e offrire alcune variazioni sul tema in attacco. Unica incognita: la sua condizione fisica. L’attaccante, infatti, non gioca dal novembre dello scorso, dopo aver lasciato la squadra ucraina del Volyn Lutsk in seguito al conflitto che ha interessato il paese. 6 reti in 15 gare il resoconto della sua esperienza nel profondo est dell’Europa.
 


martedì 29 settembre 2015 - 10:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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