La Juve Stabia supera il Mantova di misura. Al Garilli di Piacenza, stadio designato in sostituzione del Menti non agibile, una rete di Piscopo nel primo tempo regala i 3 punti alle vespe al termine di un match che ha visto fronteggiarsi due delle quattro formazioni neopromosse. Un successo che regala ai gialloblù la vetta della classifica con 7 punti, risultato mai raggiunto prima nella propria storia che, come sottolinea il patron Andrea Langella, non deve illudere una squadra che dovrà affrontare tutte le battaglie con l’umiltà di sempre. «La nostra è una piccola realtà – precisa il massimo dirigente –, dobbiamo proseguire questo percorso in questo campionato difficile con testa bassa, umiltà e pazienza. Sono felice per i ragazzi che hanno messo in campo agonismo, professionalità e generosità per ottenere questa vittoria. Questa gioia la dedico anche ai tifosi residenti al nord Italia che sono venuti a sostenerci, dispiace non sia stata presente la Curva Sud per le note vicende legate allo stadio. Colgo l’occasione per ringraziare il presidente, la città, il prefetto e tutte le autorità di Piacenza che ci hanno accolto e dato il benvenuto. Spero che sia la prima e l’ultima volta, onestamente speravamo che non ci fosse realmente bisogno di percorrere questi 700 chilometri. Peccato per i cavilli burocratici che ci hanno costretti a farlo, con il Palermo sono convinto che torneremo a giocare al Menti». Condivide il pensiero del patron il tecnico Guido Pagliuca. «Dobbiamo solo pensare a lavorare giorno per giorno – evidenzia l’allenatore delle vespe –, sono convinto di avere a disposizione un gruppo di ragazzi eccezionali che anche al Garilli ha giocato 70 minuti esaltanti non concedendo quasi nulla ai nostri avversari. Dopo abbiamo commesso alcune sbavature in qualche situazione, pur difendendo con ordine. Nel finale abbiamo concesso qualche calcio d’angolo di troppo, occorre stare attenti perché da questo tipo di dinamiche può capitare qualsiasi cosa. In linea generale è stata una partita sporca da ambo le parti, noi abbiamo cercato
di verticalizzare un po’ di più per il fatto che loro venivano a prenderci uomo su uomo. Sono convinto che il Mantova disputerà un grande campionato, sapevamo che, Napoli a parte dove comunque ci è andato vicino, andava in gol da oltre 10 partite consecutive e fermarlo era per noi una sfida. Posso davvero solo ringraziare il collettivo, noi domenica siamo rientrati alle 5 da Catanzaro e ci siamo allenati di pomeriggio, poi martedì abbiamo raggiunto Reggio Emilia e siamo venuti ad allenarci di sera dopo 7 ore di viaggio. Di fatto questa per noi è stata una trasferta, anche perché Piacenza è molto più vicina a Mantova. A tal proposito ringrazio i nostri splendidi tifosi che anche qui ci hanno fatto sentire il proprio appoggio. Con Possanzini non è successo niente, stimo l’uomo e l’allenatore. Semplicemente, nel primo tempo, si è verificato uno dei classici episodi da campo. La nostra è una squadra giovane che vuole giocare e divertirsi sapendo che occorre stringere i denti per ottenere risultati, trova nelle motivazioni la forza di recuperare prima le energie in questo frangente di partite ravvicinate». Felice è il match winner Kevin Piscopo. «Non si possono descrivere le emozioni del primo gol in serie B – afferma l’attaccante –, è il sogno di un bambino giocare e segnare in queste categorie. Lo dedico alla mia compagna e alla mia famiglia. Il Mantova, come già in Supercoppa pochi mesi fa, ci ha fatto una buonissima impressione. Noi non guardiamo la classifica, siamo tranquilli. Lavoriamo forte in settimana per arrivare pronti alle partite, ciò si nota. Il nostro unico pensiero è giocare bene a calcio divertendoci, poi il supporto dei nostri tifosi ci spinge a fare sempre meglio. Li ringrazio per il supporto garantitoci anche in questo contesto particolare, giocare realmente in casa è un’altra cosa e spero di poterlo fare presto». Il tempo per festeggiare sarà poco, domenica sarà in calendario l’ennesima trasferta di questo inizio di campionato, stavolta allo Stirpe di Frosinone. Il volo continua.