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Juve Stabia - L'ex Ruscio a Passione Gialloblù: «Pavarese mi disse che sarei diventato un idolo a Castellammare»

Racconti ed aneddoti raccontato dall'ex centrocampista delle vespe.

di Aurora Levati


Giovanni Ruscio, ex centrocampista delle vespe, è stato lo special guest della diciassettesima puntata di "Passione Gialloblù". Il suo passato e il momento difficile che sta affrontando la Juve Stabia sono solo alcuni degli argomenti affrontati. 

Inizia commentando quello che è stato il campionato delle vespe fino ad oggi. «E' stato un inizio campionato un po' a rilento - afferma l'ex centrocampista-. Nonostante questo, partita dopo partita, sembrava aver trovato l'equilibrio. Ma, in queste ultime cinque partite, ha fatto veramente molto poco: tre sconfitte e due pareggi. Viene da due settimane difficili. Mancando la serenità, si rischia di lavorare male. Ma, questa squadra ha i mezzi per riuscire a uscire da questo momento no e fare cose importanti. E, il campionato potrebbe aiutare. I prossimi impegni con Vibonese, Catania e V. Francavilla saranno fondamentali. Cosa manca alla squadra? Ho visto che è stato fatto qualche acquisto di prospettiva. Ma, in base agli obiettivi prefissati dalla società, credo che servirebbe qualche rinforzo d'esperienza. In questa stagione sono stati fatti tanti cambiamenti sia a livello societario che a livello tecnico. L'esperienza di Mister Padalino sarà sicuramente un'arma in più non solo per superare questo momento difficile, ma anche per trovare quell'equilibrio che è fondamentale in questo girone. L'addio di Ghinassi? Questi cambiamenti destabilizzano sempre un po'. Ma, essendo dei professionisti, non si devono far condizionare da quello che accade fuori dal campo. Ora, è arrivato un nuovo direttore e tutti devono dare il massimo per dimostrare quanto valgono. In più, come detto, questa sarà una settimana cruciale. E, proprio in questi momenti, bisogna far vedere il calciatore, ma soprattutto l'uomo che sei.&raq

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Poi, abbiamo fatto un salto nel passato gialloblù di Giovanni. « In quella stagione c'è stato un mix perfetto. Molti giocatori che facevano parte della squadra dell'anno precedente sono rimasti con la voglia di riscattarsi e di riprendersi quello che la città meritava. E, molti che, come me, sono arrivati in C2 avevano la fame giusta. Vi racconto un aneddoto. Quando mi ha chiamato Pavarese, mi disse:" Ti ho visto giocare in Benevento - Vibonese. Se giochi come hai giocato, diventerai un idolo a Castellammare". Infatti, ho fatto la stagione più bella della mia carriera. Detto questo, la piazza pretendeva la promozione, ma non era cosa facile e scontata. L'inizio non è stato dei migliori. Dopo due giornate, infatti, siamo stati contestati (ride, ndr). Poi, abbiamo trovato la quadra e siamo riusciti a fare quello che abbiamo fatto. Ma, è stata una lotta fino alla fine con il Catanzaro. Ovviamente abbiamo avuto problemi anche in quella stagione. C'erano personalità importanti. E, di conseguenza, ci siamo sempre confrontati sempre in modo diretto, come succede in una famiglia. In generale, i giocatori devono sempre assumersi le proprie responsabilità e guardarsi negli occhi per parlare di cosa va e di cosa non va. Che ricordo ho del Menti? Quando si entrava in campo, si sentiva la bolgia che ti spingeva. Non mi scorderò mai questo. La gioia più bella è proprio questa. Spero ovviamente che si possa tornare presto allo stadio. Vi racconto una cosa, che non ho mai raccontato. Il 2 Maggio, giorno del mio compleanno, si giocata anche la partita che ci ha fatto vincere il campionato. Come ricorderete, non ho giocato perchè ero squalificato. Al triplice fischio ho scavalcato la recinzione e, insieme ai tifosi, ho fatto l'invasione di campo( ride, ndr).»

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venerdì 29 gennaio 2021 - 14:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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