Il suo estro incarna la stella polare gialloblù. Classe '97, Giacomo Calò si è preso la Juve Stabia a suon di magie dopo il primo anno di apprendistato vissuto studiando minuziosamente gli insegnamenti di mister Fabio Caserta. «Venivo dal Pontedera - ha ricordato il centrocampista al canale ufficiale del club -, trovarmi al cospetto di una tifoseria passionale come quella delle vespe è stato straordinario. Qui a Castellammare ho trovato l'ambiente ideale in cui maturare con la giusta serenità, emozioni come quelle vissute contro il Trapani e la Vibonese l'anno scorso saranno sempre parte di me. La vittoria del campionato ha rappresentato una soddisfazione immensa a coronamento di una grandissima stagione del gruppo. Personalmente ricordo con piacere il gol da calcio d'angolo contro il Rende, alla terza ripetizione ordinata dall'arbitro mirai il secondo palo anziché il primo sorprendendo il portiere». Di reti pregevoli Calò ne ha segnate diverse anche in questa stagione. «Con il Benevento avrei voluto calciare la palla fuori quando ho visto Sau a terra, poi trovandomi la porta davanti ho mirato l'angolino sbloccando il risultato. Quella è stata una gran bella partita sotto il profilo collettivo, individualmente il pensiero va a quella vinta 3-2 con il Crotone con all'attivo un gol e 2 assist. Dopo le difficoltà iniziali nell'adattarmi alla fisicità e ai ritmi della nuova categoria, credo di aver raggiunto buoni standard di prestazione anche in serie B. Il merito va chiaramente condiviso con i miei compagni e con mister Caserta, ruotando tutti abbiamo raggiunto una am
algama perfetta». Ora la Juve Stabia si sta preparando alla ripresa degli allenamenti attendendo alla finestra le decisioni degli organi competenti sul futuro del campionato. «Ho vissuto la quarantena in Campania con la mia fidanzata per poi tornare a casa - ha spiegato Calò -, nei prossimi giorni rientrerò per riprendere gli allenamenti dopo aver a lungo lavorato individualmente a casa tramite Skype. Non vedo l’ora di riabbracciare il Menti e lasciarmi andare ai miei classici rituali, vorrà dire riappropriarci di almeno un briciolo di normalità. Vedremo poi cosa accadrà, la situazione attuale è davvero complessa e presto potremmo ritrovarci a disputare un campionato obsoleto senza tifosi anche se alla fine l'obiettivo dovrà sempre essere ottenere i 3 punti. Il futuro? Ora penso solo alla Juve Stabia, anche se sogno, come tutti, di poter un giorno giocare con Messi o Cristiano Ronaldo. In passato sono stato incantato da Eto'o e Cassano, con cui mi sono allenato ai tempi della Sampdoria. Mi ha colpito soprattutto l'umiltà del primo che, a inizio allenamento, attendeva noi delle giovanili per darci il cinque. Un esempio straordinario che mi porterò sempre dentro». La Juve Stabia programma intanto la ripresa delle attività in vista del 18 maggio pur essendo la dirigenza molto scettica sulle possibilità di attuazione del protocollo alla luce dei costi, della mancanza di strutture adeguate, del rischio contagio e delle responsabilità penali ad esse collegate essendo esso stato equiparato a un incidente sul lavoro. I prossimi saranno giorni decisivi.