Juve Stabia

Juve Stabia - La Sicilia porta bene alle vespe

Nel gelo di Messina finisce a reti inviolate un match da cui la Juve Stabia può trarre indicazioni positive.

di Giovanni Minieri


La Sicilia porta bene alla Juve Stabia che, in 3 gare disputate sotto la gestione Zavettieri contro Akragas, Catania e Messina ha raccolto ben 7 punti sui 9 disponibili. Si parte dall’8° giornata e le vespe, dopo il punto conquistato tra le mura amiche contro il Cosenza che ha sancito l’esordio del tecnico ex L’Aquila sulla panchina gialloblù, vanno a far visita all’Akragas di Legrottaglie. Una doppietta di Polak stende i giganti, scatenando la gioia dei venti supporters stabiesi che macinarono migliaia di kilometri per vedere i propri beniamini conquistare 3 punti che mancavano da ben 4 turni. La settimana successiva al Menti è di scena il Catania, e si tratta probabilmente della partita più bella e vibrante della stagione. Calil risponde al momentaneo pareggio di Contessa, e quando tutto sembrava essere indirizzato verso un inevitabile 1-1 ecco che Bombagi trova il classico coniglio dal cilindro grazie ad una splendida girata al volo su cross dalla destra di Romeo. Quella contro gli etnei è anche l’ultima vittoria della Juve Stabia, che da quel 1° novembre ha iniziato ad essere affetta da una strana sindrome “X”, meglio conosciuta come pareggite acuta. Reti bianche nella trasferta di Matera, e due 1-1 consecutivi a Benevento ed in casa contro la Fidelis Andria.
Nonostante la cabala lascisse presagire che Messina e l’amata Sicilia potessero rappresentare un nuovo punto di svolta per la squadra di Zavettieri, i precedenti sulla riva dello Stretto non erano forieri di belle speranze, visto che nelle 9 occasioni in cui le due squadre avevano incrociato i propri destini, il bilancio pendeva nettamente dalla parte dei peloritani per 7-2. Se il primo successo di marca gialloblù risale al campionato di C 1972/73 con una vittoria in rimonta per 1-2, l’ultimo scontro diretto è quello che evoca i più freschi ricordi. Erano gli inizi di marzo e la Juve Stabia si impose nettamente con un rotondo 3-0 a firma Di Carmine, Gammone e Nicastro. Da lì partirà poi una striscia importante di 5 vittorie e 4 pari (intramezzata dai ko di Lecce e Melfi) che porteranno al play-off perso ormai come tutti ben ricordano contro il Bassano. Per il Messina tale brutto ko segnò l’inizio della fine, con la spaccatura tra la tifoseria ed una società sempre più disamorata che diventa insanabile. La sconfitta interna contro il Melfi costa la panchina a Grassadonia, rimpiazzato da Di Costanzo, ma la musica non cambia. 9 punti nelle ultime 9 gare portano al play-out perso malamente contro i rivali storici della Reggina. A fine stagione Lo Mona

co lascia la società, al suo posto subentra Natale Stracuzzi e la favola del Messina rinasce dalla ceneri ed ora parla di un terzo posto con la capolista Casertana non troppo lontana nei radar.
Per la gara del San Filippo Zavettieri perde ulteriori pezzi, a conferma che la sfortuna quest’anno non sembra voler smettere di accanirsi sulle vespe. Liotti è messo ko da problemi fisici, per cui Contessa arretra sulla linea di difesa, ed il suo posto da esterno alto è preso a sorpresa da Gatto. Per il resto tutto confermato, con Migliorini che raggiunge la presenza n°90 in carriera. La squadra di Re Artù Di Napoli deve rinunciare a Gustavo e Tavares, mentre Martinelli e Burzigotti vincono i ballottaggi con Barilaro e Frabotta. La partita è abbastanza scialba e le occasioni da gol si contano davvero sulle punte delle dita. La prima è di marca peloritana, con Polito super a deviare in corner un colpo di testa di Burzigotti a botta sicura. A pochi secondi dal termine del prima frazione di gioco l’occasione più nitida per le vespe. Contessa (che sia da terzino o esterno) sfonda sulla sinistra, la difesa è attenta su Nicastro ma si perde Gatto che arriva da dietro colpendo di testa in tuffo, ma Berardi gli strozza l’urlo in gola. Nella ripresa i ritmi si mantengono bassi e le vespe sfiorano ancora il colpaccio con Obodo, che su cross dalla sinistra del solito Contessa manda la sfera incredibilmente fuori.
Nel gelo di Messina finisce a reti inviolate un match da cui la Juve Stabia può trarre indicazioni positive. Il campionato è equilibrato, a parte il piccolo strappo compiuto dalla Casertana, e basterebbe un piccolo filotto di vittorie per risalire velocemente la china in chiave play-off. Se è vero che le vespe non riescono a portare a casa l’intera posta in palio da 4 turni in cui sono andate a segno soltanto 2 volte con Gomez e Arcidiacono, il campionato dei siciliani, terzi in classifica, è indicativo di come nulla sia ancora perduto. A Messina infatti la vittoria manca da 3 turni, così come il gol, che è stato assente addirittura in 4 delle ultime 5 gare. Eppure la squadra guidata da Di Napoli è sempre lì nei piani alti, a 1 punto dal Lecce e a 6 dalla Casertana capolista. Alla fine del girone di andata mancano soltanto 4 partite e la Juve Stabia sarà impegnata contro Ischia, Castelli Romani, Monopoli e Foggia. Eccezion fatta per i satanelli, il calendario è tutt’altro che in salita, e ritrovando concretezza in fase offensiva, risalire la china puntando ai play-off è missione possibile. 


martedì 1 dicembre 2015 - 11:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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