Branduani 9: Insormontabile. È per un’ampia fetta del girone di ritorno il portiere meno battuto del mondo tra i professionisti guadagnandosi l’illustre paragone con Alisson. Riesce nell’impresa di inanellare 9 partite senza subire reti prima che il derby del Menti con la Cavese rompa l’incantesimo. Il rigore parato a Giannone nel big-match con il Catanzaro incarna la parata simbolo di questa promozione.
Allievi 7.5: L’infortunio al Pinto lo taglia fuori nel momento cruciale della stagione. Certezza sulla fascia destra di difesa, rappresenta una risorsa chiave per un mister Caserta consapevole di poterlo all’evenienza schierare anche al centro. Avrebbe meritato di chiudere il torneo da protagonista.
Germoni 7: Giunto a gennaio per colmare il vuoto in rosa lasciato da Aktaou, si rivela decisivo con un gol contro la Reggina prima di riscoprirsi titolare per sopperire all’infortunio di Allievi. Motorino instancabile, si rivela una garanzia a prescindere dal modulo.
Marzorati 7.5: Qualche acciacco di troppo e il peccato veniale che porta al gol del pareggio del Rieti al Menti rischiano di compromettere una stagione per ampi tratti impeccabile. Da grande professionista quale è, accetta la panchina a Bisceglie rispondendo poi sul campo alle critiche con la prestazione mastodontica offerta sette giorni dopo nel big-match vinto contro il Trapani.
Schiavi 6: Una serie di dinamiche beffarde lo vedono impiegato in match tutt’altro che semplici per un ventunenne alla prima esperienza tra i professionisti, su tutti il derby di ritorno con la Casertana. Se la cava con prestazioni tutto sommato positive.
Troest 8.5: Straordinario. Il vichingo si rivela l’arma in più di una difesa dimostratasi una fortezza inespugnabile per gran parte del campionato. Puntuale nelle chiusure, maestoso negli stacchi aerei, viene fermato solo da una più che eccessiva espulsione a Monopoli. Il sangue freddo del nord si è miscelato con quello caldo gialloblù creando un mix esplosivo.
Vitiello 7.5: Irrefrenabile nella prima parte del torneo, a corrente alternata nella seconda fase quando un infortunio ne pregiudica il rendimento. L’ingenuo cartellino rosso di Bisceglie rischia di compromettere i piani tattici delle vespe, fortuna per i colori gialloblù che Caserta reinventa Melara esterno basso riuscendo a rimediare alla sua assenza. La sua esperienza si rivela una risorsa chiave per lo stesso trainer che durante il torneo può cambiare spesso assetto grazie alla sua duttilità.
Calò 8: Splendida scoperta di società e staff tecnico. Dopo un anno di apprendistato, il trainer calabrese ritiene giunto il suo momento schierandolo titolare sin dalle prime uscite stagionali. Gara dopo gara il suo talento sboccia regalando perle come il gol da calcio d’angolo con il Rende, la punizione del pari con la Casertana e il fendente da fuori con la Paganese. E pensare che il suo bottino da fermo sarebbe potuto essere ben più remunerativo se non avesse trovato i legni sulla sua strada. Regista geniale, incarna l’argento vivo di una Juve Stabia che sa di aver trovato un tesoro dal valore o inestimabile.
Carlini 9: Dispensa in lungo e in largo pennellate come solo i grandi artisti sanno fare. Da antagonista con la Reggiana nell’ultimo biennio a splendido protagonista di questa promozione il passo è stato breve, con grinta e classe si prende subito le vespe inanellando gol e assist. Nel momento più complesso della stagione fa suo il motto cittadino “Post fata resurgo” e, appena una settimana dopo aver calciato sul fondo un rigore a Bisceglie, sblocca di testa il big-match con il Trapani consentendo alla Juve Stabia di mettere le mani sulla serie B. Patrimonio immenso.
Mastalli 7: Pur non lesinando mai nulla in termini di impegno e dedizione alla causa, il capitano vive forse la sua stagione meno brillante alle falde del Faito. Dopo un buon avvio finisce pian piano per alternare ottime prestazioni con altre non alla sua altezza, tant’è che non rare sono le occasioni in cui parte dalla panchina anche in virtù dell'agguerrita concorrenza. Positivo come sempre il suo contributo in fase di copertura, si rivela meno efficace in quegli inserimenti che lo avevano reso famoso. La serie B l'ha meritata battaglia dopo battaglia, per lui la maglia gialloblù è una seconda pelle che onorerà da protagonista anche tra i cadetti.
Mezavilla 8: Immortale. Ad 8 anni dal celebre 19 giugno 2011, riesce nell’impresa di riportare la Juve Stabia in serie B pur vestendo stavolta con immensa umiltà i panni del gregario. Caserta, che lo aveva avuto come compagno di squadra, sa di poterlo impiegare in qualsiasi ruolo indipendentemente dal modulo e lui lo ripaga dispensando prestazioni di spessore sia da centrale difensivo che da mediano. A 36 anni si conferma letale in zona gol segnando in pieno recupero la rete decisiva a Trapani e dando il là con una doppietta alla sontuosa rimonta con la Sicula Leonzio. Non che poteva essere che suo il sigillo sulla promozione. Da clonare.
Vicente 6.5: Grinta e abnegazione a disposizione del collettivo. Accetta di buon grado il ruolo di comprimario facendosi trovare pronto ogniqualvolta viene gettato nella mischia per frenare le avanzate avversarie.
Viola: 6.5: Stagione agrodolce per il centr
ocampista frenato da un fastidioso infortunio che non gli ha consentito di confermarsi sui sontuosi livelli dello scorso torneo. Riesce comunque a mettere assieme 4 gol e a far rifiatare i compagni nella fase più fitta del campionato.
Canotto 8: Quando si accende è devastante, la rete del raddoppio contro il Trapani incarna una delle istantanee indelebili della splendida impresa gialloblù. Costretto ai box da alcuni problemi fisici accusati nella parte centrale del girone di andata, rientra a pieno regime dopo la sosta invernale dimostrando che il suo contributo è fondamentale sia in zona assist che gol. Talento puro.
Di Roberto 6.5: Un infortunio lo tira fuori dalla mischia proprio nel momento in cui aveva raggiunto il top della condizione. L’apice della sua stagione è rappresentato dal gol che sblocca il risultato nella sfida di andata contro il Bisceglie, poi tanto impegno non ripagato dalla propria integrità atletica.
Elia 7.5: Giunto a fari spenti dall’Atalanta, si rivela un motorino inarrestabile cui mister Caserta si affida il più delle volte per spaccare le partite a contesa in corso. Decisivo nel momento cruciale del campionato collezionando in appena due settimane l’assist vincente per la testa di Carlini contro il Trapani e la rete del 3-2 a Lentini contro la Sicula Leonzio a conclusione di due sgroppate da antologia.
El Ouazni 6.5: Sorprende tutti durante il girone di andata, non riesce a confermarsi in quello di ritorno andando a segno solo a gennaio contro la Viterbese. Elogiabile il suo spirito di sacrificio, emerso ogniqualvolta è stato chiamato in causa.
Melara 7.5: L’asso nella manica di mister Caserta. L’esterno offensivo gialloblù si dedica anima e corpo al collettivo immolandosi nel ruolo di terzino in occasione del determinante big-match vinto al Menti contro il Trapani. Si sacrifica per i compagni rivelandosi un esempio per tutti sia in fase di spinta che di copertura. Accetta in silenzio il ballottaggio con i tanti compagni di reparto lasciando al campo il compito di esprimere il proprio giudizio puntualmente positivo.
Paponi 8.5: Il centravanti gialloblù scopre l’elisir della lunga vita. A 31 anni il bomber raggiunge per la prima volta in carriera la doppia cifra dispensando gol e assist miscelati ad un impagabile spirito di sacrificio. Fondamentale il suo contributo quando, a suon di sportellate, porta via i difensori favorendo l’inserimento dei compagni. Dopo il rigore fallito con la Reggina non si intestardisce alla ricerca della gloria personale, così contro la Cavese e il Bisceglie lascia l’esecuzione ad un Carlini che lo ripaga solo nel primo caso. Non sente il peso della responsabilità tornando sul dischetto contro la Vibonese in occasione della rete del momentaneo 1-0. La sua umiltà lo rende uno dei simboli di questa splendida cavalcata.
Torromino 6: Doveva essere il colpo da novanta del mercato invernale gialloblù, si riscopre un talento inespresso. Spiccano solo due assist di cui uno, quello all’esordio a Viterbo, giunto a risultato ormai in cassaforte.
Caserta 9: L’impresa gialloblù reca impressa a fuoco la sua firma. Il tecnico calabrese plasma un gruppo coeso in grado di ribaltare tutti i pronostici di inizio campionato al punto da incappare in una sola sconfitta giunta al Massimino a marzo inoltrato. Testa, cuore e gambe al servizio di un condottiero camaleontico che parte dal proprio 4-3-3 per poi passare al 3-5-2, al 4-2-3-1 o al 4-4-2 a seconda delle caratteristiche dell’avversario di turno. Poliedricità rivelatasi determinante a Lentini, dove la variazione di assetto nella ripresa ha consentito di passare dal doppio svantaggio ad una splendida rimonta per 3-2 icona di un autentico capolavoro tattico. Amalgama gioventù ed esperienza puntando tutto sulla professionalità ed esperienza di elementi come Marzorati, Vitiello, Mezavilla, Melara e Paponi che ne accettano qualsiasi scelta ergendosi ad esempi per i compagni. Manniello ha definito Caserta la sua scommessa, il patron ha vinto ancora una volta.
Polito 9: Perfeziona con straordinarie intuizioni la già competitiva macchina della scorsa stagione tramutandola in una fuoriserie. Da cineteca i colpi Troest e Carlini, sublime la scoperta Elia.
Manniello 10 e lode: Dieci come le candeline gialloblù spente la scorsa estate quando, con la passione e l’amore di sempre, è riuscito a donare una società solida alla Juve Stabia. Dal suo ennesimo sacrificio è partito il volo delle vespe che sono riuscite a confermare lo zoccolo duro della scorsa stagione investendo su uomini di spessore come Carlini, Vitiello e, soprattutto, Troest, uno che con la serie C mai aveva avuto prima nulla a che fare. L’atto d’amore di mister Caserta, il quale ha rifiutato piogge di offerte convinto com’era che il buon Franco avrebbe iscritto la squadra al campionato, ha fatto il resto inanellando record su record. D’obbligo la lode per Manniello, mai nessuno nei 112 anni di storia è riuscito a collezionare due promozioni in serie B per un totale, annoverando il prossimo, di 4 campionati cadetti a fronte dei 5 complessivi disputati dal club che in precedenza aveva assaporato la B fugacemente solo durante il torneo 1951/52. Monumentale.
Gli altri: Venditti, Aktaou, Dumancic, Castellano, Ferrazzo, Lionetti, Sinani.