La sfida del Menti si avvicina. Dopo la scorsa batosta al Massimino, le vespe non intendono mollare a soli sei partite dal termine della stagione, sei partite con l’obiettivo di tagliare il traguardo della tanto ambita Serie B. I laziali, invece, si godono la preziosa vittoria contro il Catanzaro di Auteri e con questa marcia in più giungeranno alle falde del Faito. Tra le file degli ospiti, Ezio Capuano, l’ex di turno, ha allenato le vespe nel campionato di Serie C1 stagione 2006/07. Con il presidente Cesarano alle redini della società e grazie al supporto tecnico di “Eziolino”, i gialloblù furono denominati gli “ammazza grandi”. Infatti, presso il fortino di Via Cosenza Avellino, Ravenna e Salernitana, squadre che allora ambivano alla Serie B, non poterono nulla contro la furia del micidiale trio d’attacco composto da Luigi Castaldo, Massimiliano Caputo e Alain Baclet. Ma a distanza di 13 anni i tempi sono cambiati e la compagine di Caserta dovrà riscoprire il nuovo “Eziolino”.
«Contro il Catanzaro abbiamo fornito una grande prestazione, aggredendo gli avversari al momento giusto -spiega
il tecnico Ezio Capuano ai microfoni del Corriere di Rieti-. Ma la soddisfazione più grande è stato poter assistere alla crescita di alcuni elementi della squadra e molti under che ho schierato in campo hanno giocato come fossero dei veterani. Quello che però raccomando loro è di rimanere con i piedi per terra dato che non siamo ancora lontani dall’inferno. Non solo. Raggiungere la salvezza non sarà sufficiente, voglio che i ragazzi raccolgano quanti più punti possibili fino alla fine del campionato.»
«Non avrei mai potuto dire di no a Capuano quando mi ha chiamato. A lui devo moltissimo. La partita di lunedì? Siamo consapevoli di essere all’altezza della sfida del Menti contro la capolista –afferma convinto il centrocampista amarantoceleste Alessandro Marchi al messaggero-. E presto raggiungeremo il nostro obiettivo. Conosco alcuni giocatori tra le file delle vespe: ho giocato insieme a Paponi e Vitiello. Con quest’ultimo mi trovai benissimo, poiché ero solo un ragazzino e lui era sempre pronto a darmi dei consigli.»