È stato uno degli idoli gialloblù ai tempi del patron Roberto Fiore. Davide Di Nicola, autore di 23 reti in due stagioni alle falde del Faito, ricorda con grande affetto i trascorsi con la maglia della Juve Stabia. «Il patron Fiore mi volle a tutti i costi – sorride l’ex attaccante –, ero reduce da un campionato positivo con la Fermana che lo aveva convinto a puntare su di me senza alcun ripensamento. Era un uomo straordinario, un presidente di altri tempi in grado di sorprendere puntualmente noi calciatori. Al di là degli aneddoti che tanto amava raccontare, ricordo che era sempre in ritiro con noi ed il giovedì veniva agli allenamenti per valutare personalmente come stavamo noi calciatori. Osservava con attenzione le condizioni di ognuno, non gli sfuggiva niente». Neanche i complimenti erano banali. «Una volta mi paragonò a Van Basten, disse che alcuni miei movimenti erano simili al campione del Milan. Seppur eccessive nel confronto, quell
e erano parole che caricavano e davano fiducia. Essere apprezzati è fondamentale per un calciatore, soprattutto per un centravanti». Di Nicola è tornato di recente al Menti in vesti del tutto nuove. «Mio figlio Daniel gioca nella Virtus Francavilla – spiega l’ex bomber –, in estate è stato girato in prestito in Puglia dal Pescara. Ad inizio novembre sono tornato a Castellammare da spettatore per assistere alla partita pareggiata 1-1 proprio con i biancocelesti e mi ha fatto davvero piacere toccare con mano l’affetto dei tifosi dopo oltre 20 anni. Se poi penso che all’epoca mio figlio andava all’asilo – scherza Di Nicola –, comprendo che sto invecchiando e rido meno. È un classe ’96 di buona prospettiva, vedremo dove riuscirà ad arrivare. Un giorno alla Juve Stabia? Magari, farebbe un certo effetto rivedere un Di Nicola in gialloblù». Magari al cospetto di un Menti gremito come ai tempi che furono.