I martiri vinceranno. Non ha dubbi il patron Andrea Langella dopo la vicenda che, a meno di una vittoria del ricorso al Tar presentato in queste ore, costringerà lunedì sera la Juve Stabia ad affrontare il Taranto in un Menti a porte chiuse. Un provvedimento, ufficializzato anche dalla Lega Pro, frutto della ricostruzione da parte delle forze dell’ordine di quanto avvenuto al viale Europa al termine del derby con la Casertana giocato lo scorso 4 marzo. «Si tratta di un fulmine a ciel sereno che ci ha spiazzati tutti – spiega il massimo dirigente delle vespe –, da uomo di sport e di disciplina non mi aspettavo nulla del genere. Ho molto rigore per le mie attività, motivo per cui è doveroso illustrare quanto è accaduto in merito a questo decreto di porte chiuse per la gara con il Taranto. Questa è una autentica ingiustizia nei confronti di una squadra che ci sta facendo sognare ed è al primo posto con merito. Mi scuso personalmente con il mister e i calciatori che sono i veri attori di questo sogno. Sono convinto che i martiri di questa situazione vinceranno lo stesso. Questo provvedimento clamoroso colpisce in primis la Juve Stabia come società in un momento molto delicato in cui abbiamo smaltito la massa debitoria che stiamo onorando mese per mese sino all’esaurimento totale. Inoltre, non stiamo facendo più minutaggio e abbiamo davanti a noi la prossima scadenza del 16 marzo che ci vedrà costretti a fare a meno di un incasso di circa 90.000 euro. Non ci possiamo permettere di pagare gli atti violenti di questi teppistelli che, stando a quanto si evince dai verbali della polizia, hanno attaccato i casertani. Queste persone non appartengono al mondo del calcio e sono lontane anni luce da questo spettacolo. Sono qui da 5 anni e all’interno dello stadio non si è mai verificato nessun incidente. Io e il club siamo distanti da queste persone violente che non rappresentano la nostra splendida tifoseria. Queste piccole frange non devono più macchiare questa città, sto cercando di portare trasparenza e rigore in questa società e mi irrita pensare che a distanza di pochi chilometri si verifichino episodi del genere. Al netto di ciò, porterò questa bandiera avanti consapevole che il percorso sia ancora più tortuoso. Il sogno deve avverarsi, abbiamo costruito una grande squadra e non possiamo far sì che venga infranto da questi episodi. I nostri calciatori devono essere ancora più forti lunedì, pur essendo privi del nostro dodicesimo uomo in campo». Il presidente Langella entra poi nel dettaglio di quanto è avvenuto nelle ore precedenti. «Venerdì ho chiesto un incontro urgente con il Prefetto a Napoli, dopo un quarto d’ora è arrivata la risposta e mi sono recato lì da Nola per confrontarmi con tutte le forze dell’ordine ed esporre il mio pensiero. Mi è stato comunicato che la polizia locale ha riportato nei verbali che un gruppo di teppisti stabiesi aveva attaccato sul viale Europa i casertani che poi hanno reagito. Io ho confermato di essere al fianco delle forze dell’ordine, pur ribadendo che questo provvedimento mi priverà di un incasso di circa 7.000 spettatori in prossimità di una scadenza importante come quella del 16 marzo. Di fatto, ci mancherà anche il calore della tifoseria che tanto ci ha fatti crescere, aspetto che potrebbe falsare il campionato. Di contro, mi è stato comunicato che hanno voluto lanciare un segnale forte come avvenuto con altre società. Ringrazio il prefetto per avermi accolto, probabilmente il decreto avrebbe potuto comportare ancora più giornate di squalifica senza questo confronto. Chiaramente, pur essendo stato informato il commissario prefettizio, ci fosse stato anche il supporto di un sindaco la situazione sarebbe potuta essere diversa essendoci maggiore peso politico. Successivamente abbiamo fatto ricorso al Tar affidandoci al professor Andrea
Abbamonte e speriamo che lunedì venga discusso. Se vinto, potremmo avere almeno la possibilità di far accedere gli abbonati. Chiederemo anche l’opzione di giocare a porte aperte con il Taranto e posticipare il provvedimento al successivo match con il Messina così da poter recuperare parte dell’incasso in vista della prossima scadenza. La Lega Pro in queste circostanze può solo attenersi alle decisioni delle autorità, non ha il potere di intervenire. Dobbiamo andare fieri di questo club, negli ultimi anni abbiamo superato tante tempeste e supereremo anche questa. Invito la tifoseria ad essere ancora più vicina alla squadra. Personalmente rispetterò l’impegno preso, anche se non sono un bancomat o uno sceicco dai fondi illimitati. Non ci sto a dover coprire le spese comportate da un gruppo di teppistelli. Chiedo alla nostra gente che ciò non accada più, episodi del genere danneggiano anche l’immagine di una città bellissima come questa. Abbiamo costruito una squadra seria di uomini prima e calciatori poi. Ritengo che la Juve Stabia sia fondamentale oggi per Castellammare sia per la sua storia che per il grande momento che sta attraversando. Contro la Casertana è stato splendido vedere tanti ragazzini allo stadio, è bello che le famiglie possano condividere questa passione al Menti. L’iniziativa dei biglietti a costo ridotto per gli alunni delle scuole del territorio sta avendo molto successo, è stato suggestivo vedere le emozioni dei bambini nel conoscere da vicino Bellich e gli altri calciatori. Il tifo viene dell’anima e deve esserci sempre. Con il cuore i tifosi saranno sempre con noi». Il patron si concentra poi sull’importanza del settore giovanile. «Il vivaio per me è fondamentale – evidenzia Langella –, in ognuno di noi alberga un’importante valenza sociale. A giugno sorgerà un’Accademia Juve Stabia, abbiamo preso un centro sportivo a Cercola in cui faremo la Scuola Calcio Juve Stabia. Per noi la crescita sociale è preziosa quanto quella sportiva. Un padre qualche giorno fa mi ha ringraziato perché riteneva il figlio diventato uomo, più maturo e responsabile perché, da quando è con noi, non pensa più solo a divertirsi, a tornare tardi la sera e a vivere con sregolatezza in quanto sa che per noi le regole sono tutto e se si fa tardi ad un allenamento non si gioca la partita successiva. Ora si concentra sullo studio, sugli allenamenti e sul riposo per arrivare pronto al giorno della partita come un vero professionista. Tutto questo è merito della disciplina inculcata nei nostri ragazzi dai responsabili Saby Mainolfi e Roberto Amodio. Il nostro è un progetto ad ampio raggio che non intende lasciare nulla al caso». Intanto, mister Pagliuca, squalificato per due giornate dopo la doppia ammonizione con conseguente espulsione rimediata a Latina, prepara sul campo un match delicato sul piano tattico contro l’undici dell’esperto ex Eziolino Capuano che all’andata ha messo in difficoltà le vespe salvate da un rigore parato da Thiam prima che Piscopo siglasse il gol del definitivo 2-0. Di certo, se Stabia piange, Taranto non ride, essendo i rossoblù stati penalizzati di 4 punti per questioni burocratiche-amministrative e tuttora alle prese con una querelle stadio che ad oggi avrebbe visto le istituzioni locali poco partecipi. Una sfida complessa, ancor di più senza il supporto della tifoseria gialloblù, che farà da preludio alla doppietta esterna con Foggia e Sorrento. Fondamentali saranno le valutazioni del trainer sulla condizione atletica di chi ha giocato sia il match con la Casertana che quello di Latina e, soprattutto, sul recupero di Bellich, uscito anzitempo al Francioni. Ore che si preannunciano calde anche in vista del verdetto del ricorso al Tar che potrebbe riaccendere, anche solo in parte, il calore di un Menti che vuole continuare a cantare.