È un 2015 dalle mille tinte quello che sta concludendosi in casa Juve Stabia. Dopo una prima parte vissuta da big, la formazione gialloblù si ritrova oggi con appena 20 punti in cascina ed una marea di elementi su cui recriminare. «È vero – sottolinea il ds Pasquale Logiudice a “Il Pungiglione stabiese” –, è stato il classico anno in chiaroscuro. A gennaio eravamo in lotta per il primo posto in un campionato difficilissimo che ci ha visti essere poi ingiustamente eliminati a Bassano ai play-off, oggi ci ritroviamo a fare i conti con una classifica ben al di sotto delle nostre attese. Gli infortuni hanno inciso in maniera evidente sulle prestazioni dei ragazzi, non dimentichiamoci le tante gare con appena un paio di elementi di esperienza in una panchina completata dalla Berretti. Sono convinto che con meno assenze e qualche episodio favorevole in più, saremmo sicuramente più in alto in classifica». I tifosi invocano un grande mercato dopo l’incredibile serie di pareggi delle ultime settimane. «Ci sono tantissimi elementi da valutare sia sotto il profilo tecnico che economico. Per quanto riguarda la squadra, dobbiamo analizzare quali siano effettivamente le condizioni di Ripa e Maiorano prima di effettuare eventuali innesti. Poi ovviamente bisogna comprendere quale sarà la volontà di investire di un Manniello che
ormai conta allo stadio meno di mille paganti. Non è semplice per un singolo imprenditore decidere di sacrificarsi dinanzi a questi numeri, da par mio non farò altro che adeguarmi alle sue decisioni. Migliorini? Per ora non sono arrivate offerte ufficiali, al massimo qualcuno avrà sondato il terreno con il suo procuratore». Vietato parlare di obiettivo promozione. «Torniamo al discorso delle presenze allo stadio, la Juve Stabia con un Menti deserto potrà di questo passo disputare un paio di campionati da vertice ogni 7. Inutile girarci intorno, per i presidenti l’entusiasmo è fondamentale, soprattutto quando si è soli. Allo stato attuale bisognerà soprattutto puntare ad annate tranquille, sarebbe deleterio volare con la fantasia verso lidi non alla portata che piacerebbero a chiunque. Se poi dovesse subentrare qualche socio, il discorso potrebbe ovviamente cambiare. Il mio futuro? In estate ho rifiutato una straordinaria offerta da una big di Lega Pro, le vespe mi hanno offerto la possibilità di mettermi in luce dopo i tanti anni trascorsi dietro le quinte a Catania e questo è stato il mio modo di ringraziarle. E poi con Manniello vi è un rapporto che va ben oltre il lavoro». Il patron è attualmente all’estero, il primo summit di mercato è programmato il prossimo 28 dicembre con dirigenza e allenatore.