La Juve Stabia soffre l'inverno. Sin quando il sole faceva capolino sullo stivale, il volo delle vespe sembrava irrefrenabile al punto da far tremare persino chi, come Benevento e Salernitana, pensava di dover temere al massimo gli assalti del Lecce. Nelle ultime 9 partite sono invece giunte 3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte per un bottino di 12 punti in campionato sui 30 disponibili. Si sa che il girone di ritorno è ben altra storia rispetto a quello di andata poiché gran parte delle formazioni tendono soprattutto in trasferta a comporre un'autentica testuggine in grado di assorbire i colpi tentando poi di ripartire. Ma è pur vero che con Polak, Lepiller, Maiorano, Burrai, Aveni e Carrozza giunti in corsa, il patron Manniello sperava di ottenere qualcosina in più rispetto ad un trend che ha portato la capolista Benevento a ben 9 lunghezze di distanza. Alla quinta giornata i punti, 8, sono gli stessi del girone di andata quando a cadere, al di là della Casertana battuta in ambo le occasioni 1-0, fu il Barletta anziché il Catanzaro. Non certo un disastro, sia chiaro, ma un enigma targato Pancaro sì. Il tecnico aveva inanellato ben 15 risultati utili consecutivi con il 4-4-2 salvo poi passare ad un tanto a tratti spettacolare quanto spesso deleterio 4-2-3-1 che ha alternato successi ad evitabili imbarcate frutto anche di qualche dispetto della dea bendata. Il ko di Matera ha poi spinto il club a tornare al 4-3-3 di inizio stagione che da un lato ha fruttato il successo contro la Casertana e dall'altro ha riprop
osto il problema della punta centrale troppo isolata registratosi anche quando il terminale centrale era Ripa. In più Di Carmine tende ad allargarsi sull'esterno per cercar palla facendo sì che spesso manchi in area un calciatore in grado di tagliare al centro. Contro i falchetti si è così vinto all'unico vero tiro in porta del match, contro il Barletta si è ottenuto un punto non incantando e contro il Martina, al Menti, si sono costruite solo quattro occasioni, gol compreso, in tutta la partita contro una formazione dalla rosa nettamente inferiore. I tifosi al termine del match hanno per la prima volta quest'anno preteso maggiore impegno dalla rosa anche se in tanti, più che contro la squadra, si sono scagliati contro la volontà del mister di optare per un atteggiamento a due punte centrali solo nella ripresa pur essendo consapevole delle difficoltà che storicamente Ripa patisce nel subentrare in corsa. Il patron Manniello, sulla falsa riga dei sostenitori gialloblù, avvisò una settimana fa il tecnico di aver ingaggiato elementi di prim'ordine e aver trattenuto Di Carmine e Ripa per puntare alla promozione tornando al ruolino del girone di andata, non certo per procedere a rilento. Probabile che in settimana vi sia un ennesimo colloquio tra le parti per convergere verso quell'obiettivo comune che, numeri alla mano, sembra dover obbligatoriamente passare per il 4-4-2. Pazienza se bisognerà arretrare il raggio di azione degli esterni offensivi, il risultato viene prima di tutto.