Juve Stabia

Juve Stabia - I segreti del capitano. «Papà, Inzaghi e Caserta fondamentali per la mia crescita»

Mastalli tra passato e futuro. «L'esordio in serie A e la partita con la Vibonese i ricordi più belli, ora sogno il ritorno alla normalità per esordire in serie B»

di Gioacchino Roberto Di Maio


   Capitan Alessandro Mastalli

Una vita nel segno del pallone. Capitan Alessandro Mastalli riavvolge il nastro della propria adolescenza concentrandosi sul momento attuale a dir poco surreale. «È una situazione strana – ha ammesso il centrocampista ai microfoni del collega Nicolò Schira –, ora che ho recuperato fisicamente mi ritrovo a passare nella mia casa di Pompei senza poter allenarmi in maniera tradizionale. Con i miei compagni ci alleniamo via Skype svolgendo ogni giorno sedute differenti, poi mi dedico a hobby vari come il pc, i libri o il disegno, altra mia grande passione. Per chi come me è cresciuto con l’amore per il calcio si tratta di un contesto davvero particolare. Il mio primo idolo è stato papà Ennio, calciatore e grande appassionato. È sempre stato il mio punto di riferimento dispensandomi consigli senza volermi influenzare. Altra persona importante per la mia crescita è stato Filippo Inzaghi, mio allenatore ai tempi della Primavera del Milan e, ovviamente, mito della mia infanzia. Mi ha insegnato tanto soprattutto sotto il profilo umano, sono davvero felice del suo eccezionale campionato a Benevento. In questi

giorni torna spesso alla mente l’esordio in serie A, Brocchi, Boateng, Pazzini e Poli mi furono vicinissimi in quel periodo». Il presente e il futuro parlano della Juve Stabia. «È stato amore a prima vista, l’ambiente mi ha voluto fortemente come dimostrato dalle tante telefonate del patron Franco Manniello per convincermi a firmare. Allontanarmi da casa non è stato semplice, anche se la grande famiglia gialloblù mi ha aiutato ad ambientarmi in pochissimo tempo. Non avrei mai pensato di indossare la fascia di capitano dopo poco più di un anno, ciò significa che anche calciatori più esperti hanno deciso di affidarsi a me. Ad oggi il ricordo più bello è rappresentato dagli ultimi minuti della partita con la Vibonese dello scorso anno, lo stadio era stracolmo e attendeva il triplice fischio per festeggiare la promozione. Ora guardo soprattutto a Caserta, mi ha insegnato tantissimo sul mio ruolo e sta contribuendo tuttora alla mia crescita umana e tecnica. Spero che presto la parola torni al campo, non vedo l’ora di esordire in serie B». E brindare magari al primo gol tra i cadetti.


giovedì 2 aprile 2020 - 09:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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