Archiviato il pareggio contro il Siracusa, in una cornice di pubblico legato saldamente da uno storico gemellaggio, la Juve Stabia si prepara per la sfida di venerdì sera al Romeo Menti contro la Reggina di mister Maurizi, reduce dalla pesante sconfitta casalinga contro la Sicula Leonzio. La formazione amaranto, sotto il nome di Reggio Calabria, ha disputato il campionato di serie D due anni fa ed ora la fenice spera di poter risorgere dalle proprie ceneri, come il Parma di D’Aversa. I gialloblù affronteranno una nobile decaduta del calcio italiano. Sono molti i precedenti tra le due squadre: dalla serie C, comprese le semifinali di play-off vinte dalle vespe nel 94, alla serie B.
BREVE STORIA DEGLI AMARANTO – Il calcio a Reggio Calabria nacque in un periodo difficile. Nel gennaio del 1914 la squadra venne fondata da undici impiegati pubblici e nei primi periodi di guerra fu costretta a giocare su campi di terra battuta. Nel 1932 venne inaugurato il primo impianto sportivo, denominato “Michele Bianchi”, in occasione, ironia della sorte, della sfida tra Reggina e Siracusa. Nel medesimo punto, dove sorgeva il Bianchi, lo stadio venne successivamente ricostruito ed intitolato ad “Oreste Granillo”, storico presidente, dirigente sportivo e sindaco della città di Reggio Calabria. 6 anni dopo ci fu la prima promozione in C dei calabresi, che sfortunatamente non durò a lungo. Al termine della stagione la Reggina retrocesse nuovamente in IV Serie ed altalenò le sue partecipazioni tra campionati interregionali e serie C. La prima storica promozione in cadetteria avvenne nella stagione 64/65, quando la Reggina di Granillo e dell’allenatore Tommaso Maestrelli conquistò il girone con un punto di distacco dal Taranto. Al primo anno in serie B sfiorò addirittura la promozione in massima serie, ma non ci fu molto rammarico per i tifosi: i calabresi militarono in B per 9 anni di fila, fino al termine dell’annata 1973/74, quando la Reggina retrocesse nuovamente in C e vi rimase per 14 anni.
LA CAVALCATA VERSO LA A - Nel 99 la Reggina fu protagonista di una cavalcata memorabile e trionfale in serie B. Al termine della stagione 1998/99, la squadra di Bolchi conquistò la prima, storica, promozione in serie A, battendo per 2-1 il Tori
no al “Delle Alpi” nell’ultima giornata di campionato. Il primo turno dell’anno dopo si giocò nel medesimo stadio, ma l’avversaria che gli amaranto ebbero di fronte fu di gran lunga superiore, dal punto di vista agonistico e persino storico: la vecchia signora, Juventus. La squadra allora allenata da Colomba, che vantava ugualmente di una rosa prestigiosa con Pirlo, Baronio e Kallon, riuscì ad imporsi per 1-1 contro i bianconeri di Carlo Ancelotti, con un gol al 47’ dell’attaccante sierraleonese. Alla fine dell’anno arrivò la matematica salvezza con una giornata d’anticipo. L’anno successivo, invece, si concluse diversamente: al termine della stagione 2000/2001, la Reggina retrocesse in B in seguito allo spareggio contro l’Hellas Verona. L’indomani la formazione amaranto tornò nuovamente in A e disputò ben 7 stagioni di fila in massima serie. Dal 2003 al 2008 la Reggina ha vantato di giocatori di spessore quali Di Michele, Cozza e Bonazzoli, Mozart, Nakamura, degli allenatori Colomba e Mazzarri, e della coppia d’attacco Bianchi-Amoruso. Fu la Reggina vincitrice a San Siro e sul Messina nel primo, storico, derby, vinto per 3 a 0, dello Stretto in Serie A.
L’AMICHEVOLE DI LUSSO CON IL REAL MADRID – Nel 2006 a pochi giorni dalla famosa sentenza di Calciopoli, che condannò la Reggina a 15 punti di penalizzazione, gli amaranto festeggiarono allo Schwarznegger Stadium di Graz, in Austria, i vent’anni della presidenza di Foti con un’amichevole di lusso contro il Real Madrid di Fabio Capello e di Cassano, Beckham e Roberto Carlos. I calabresi, nonostante sulla carta non ci fosse stata né una qualificazione, né tanto meno un premio in palio, ci tenevano comunque a fare bella figura. Il match si concluse con il risultato di 1 a 0 con un gol di Raul al 15’ del primo tempo. Al di là della sconfitta, gli amaranto sfiorarono diverse volte la rete e disputarono un secondo tempo alla pari con i blancos. Fu proprio quella gara ad aprire le porte ad una storica annata per i calabresi, durante la quale si salvarono contro ogni previsione. Se non ci fossero stati i punti di penalizzazione, la squadra allora allenata da Mazzarri si sarebbe persino qualificata per l’Europa.