Juve Stabia

Juve Stabia - God save Manniello, unico punto di riferimento della storia gialloblù. Allo storico patron il compito di ricompattare l'ambiente

Un autentico fulmine a ciel sereno, il comunicato del patron Langella, che giunge in un momento a dir poco inopportuno

di Gioacchino Roberto Di Maio


   Franco Manniello

Si fa sempre più ingarbugliata la situazione societaria in seno alla Juve Stabia. Poche settimane dopo il diverbio con il ds Polito sulle strategie del club in tempo di mercato, il patron Andrea Langella interviene in seguito alla contestazione di cui è stata vittima il vicepresidente Vincenzo D'Elia durante la sfida con il Trapani. Una presa di posizione netta, la sua, che non esclude un clamoroso passo indietro. «In primo luogo ritengo che la contestazione in sé appare oltremodo anomala - ha sottolineato Langella -, incomprensibile ed inaspettata perché rivolta ad un Amministratore che, di fatto, non ha mai interferito nelle scelte societarie di carattere sportivo e che si è sempre dimostrato sensibile alle esigenze della tifoseria, manifestando, sin dal suo insediamento, un attaccamento “viscerale” ai colori giallo blè e soprattutto non ha mai messo alla porta nessuno e ha sempre cercato la via del dialogo costruttivo. In breve, si può affermare che tale contestazione rappresenti un unicum nella storia del calcio! È evidente, allora, che il clima insopportabile che si è venuto a creare, che peraltro rischia di compromettere la serenità della nostra squadra del cuore, sia frutto di una strategia che ha ben altri fini. Mi piace sottolineare che sono entrato a far parte della compagine societaria della Juve Stabia con passione autentica e grande entusiasmo e con l’intento di farne una società organizzata, solida e pronta al salto di qualità. Alla luce degli ultimi eventi, purtroppo, con profonda amarezza devo constatare che il mio progetto appare irrealizzabile. A questo punto, per il bene della Juve Stabia, dei tifosi e della Città di Castellammare, e per coerenza con il mio stile personale e imprenditoriale, non posso che fare un concreto passo indietro offrendo le mie quote ad un prezzo di “liquidazione” in modo che altri al mio posto possano proseguire nella gestione del Club. Ciò, fermo restando nelle more il mio pieno sostegno e supporto alla società nell’assetto attuale». All'origine di questa querelle vi sarebbe la volontà di rivoluzionare l'organigramma societario sostituendo alcune storiche pedine gialloblù. Tra questi il segretario generale Persico, tra le fila delle vespe da circa 40 anni. Un intervento inopportuno in una fase delicat

a per una Juve Stabia che è attesa dalla delicatissima sfida con lo Spezia. Ci si attende di fatto un intervento risolutivo da parte dello stoico Franco Manniello, di fatto l'unico punto di riferimento per la Juve Stabia al di là delle storiche vittorie della sua gestione con su tutte le due storiche promozioni in serie B. Una autentica stella polare per società e tifosi che dovrà scendere nuovamente in campo per rasserenare un ambiente che ora più che mai necessita di armonia e serenità per rincorrere la salvezza. D’altronde Manniello ha dimostrato in questi anni di rappresentare l’unica certezza di un club che si è sempre sentito sicuro tra le sue mani, anche in tempi in cui le acque erano ben più torbide. Lecito dunque aggrapparsi a lui per riportare tutto alla normalità. Senza dimenticare, tra l'altro, che le prossime gare interne con Spezia e Livorno dovranno essere disputate a porte chiuse, dunque senza il supporto dei tifosi. Su ciò è intervenuto anche il presidente del Perugia, nonché consigliere della Lega Serie B, Massimiliano Santopadre. «Spero che dopo questo primo momento che ha imposto - si legge nel comunicato della Lega Serie B -, giustamente, quello di trovare soluzioni all’emergenza nel garantire la massima salute possibile ai cittadini, ne segua un secondo che venga incontro alle nostre esigenze di azienda. Il danno economico che si riceve dal mancato introito degli incassi da botteghino, sempre premettendo l’importanza e la priorità della salute della gente, va recepito dal Governo e anche dalla Federazione. Ne stiamo discutendo all’interno della Lega Serie B e con il presidente Balata per avanzare alcune proposte quali una sospensiva a livello contributivo e, inoltre, deroghe di alcune scadenze federali. Stiamo parlando di un decreto, quello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che non durerà una o due giornate ma un mese; il governo e la Federazione valutino quindi con attenzione le ingenti perdite che le società di calcio dovranno affrontare, per evitare dissesti o addirittura fallimenti che colpirebbero intere comunità, territori e persone nei loro posti di lavoro». Un momento delicato sia sotto il profilo sportivo che amministrativo per i club italiani in attesa che l'emergenza divenga finalmente un brutto ricordo.


giovedì 5 marzo 2020 - 15:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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