L'ombra dei fischietti in Lega Pro. A farne le spese è ancora una volta la Juve Stabia che rivive l'incubo di Bassano del 2015 ed costretta ad abbandonare la corsa alla promozione in Serie B, nella gara di ritorno degli ottavi dei playoff contro la Reggiana, per una clamorosa decisione della terna arbitrale. Tutto succede alla mezz'ora della prima frazione di gioco quando, su un cross di Marotta dalla destra, Ripa anticipa Narduzzo insaccando in rete di testa. L' arbitro inizialmente lascia esultare il Menti ma, pochi minuti dopo, spegne gli entusiasmi dando credito alla segnalazione del guardalinee che aveva ravvisato un presunto fallo in attacco del bomber stabiese. Risultato congelato e, alla fine, a far festa sono gli emiliani.
Rabbia giustificata in casa gialloblu per una pratica di gioco che ultimamente sta raggiungendo livelli imbarazzanti. Sviste clamorose, valutazioni disastrose. Non importa la categoria, se si lotta o meno per il podio di un campionato, le (dis)attenzioni dei giudici di campo influiscono egualmente sull' andamento e sull' esito di una partita.
«Arbitro in malafede. Guardalinee che da il cinque al loro capitano. Stupi
di noi che crediamo ancora in questo gioco», ha commentato con durezza il Presidente delle Vespe Manniello sul suo profilo facebook al termine del match di mercoledi sera.
L'impressione è che sia diventato quasi normale aspettarsi quella "spintarella" inattesa capace di incalanare il risultato, pressioni che provengono dall'alto. Eppure questi errori arbitrali inevitabili, in realtà, possono essere evitati. Ben venga, quindi, la tanto discussa VAR o qualsiasi altro supporto tecnologico in grado di riproporre una certa azione di gioco assunta dal direttore di gara in maniera sbagliata ed evitare immeritati epiloghi a qualsiasi formazione.
Perchè al di là delle battaglie di interesse economico o di immagine, ce ne sono altre, su un rettangolo verde, in cui ci si gioca un obiettivo, un traguardo, il proprio sudore, ed è veramente triste doversi arrendere al fischio inesatto di qualcuno.
Ha ragione Capodaglio quando dice che sarà difficile metabolizzare il torto subito ma è doveroso continuare a credere in questo gioco. Chi riuscirà a salvare l'essenza del calcio sarà il nostro eroe.