Un fulmine a ciel sereno. Il patron della Juve Stabia Franco Manniello ha annunciato a sorpresa nei giorni scorsi di non esser più nelle condizioni di iscrivere le vespe al prossimo campionato di serie C. Una notizia che ha destato sconcerto in tutto l'ambiente avendo il club da gestire in questo frangente storico un tesoretto di tutto rispetto da poter incamerare in primis dalle cessioni di Mastalli e Canotto e in secondo luogo dal bonus del 20% che verserebbe l'Avellino in caso di partenza di Migliorini, appetito da diversi club di serie A. Eppure il capitano di tante battaglie, che già in passato aveva in più occasioni minacciato l'addio, stavolta sembra non poter tornare sui propri passi dopo la rateizzazione dei debiti stipulata proprio un anno fa ed il continuo attingere dalle proprie risorse familiari. Un quadro, quello dipinto da Manniello, tra l'altro arcinoto nell'ambiente dato che è dal saluto di Franco Giglio nel 2013 che la Juve Stabia ha un uomo solo al comando. E la media di 600 spettatori di quest'anno, a dispetto del quarto posto finale, non ha di certo stimolato un ennesimo sacrificio. L'addio delle vespe al professionismo non sembra comunque all'orizzonte in virtù dell'interessamento di due gruppi, uno facente capo all'ex Benevento e Casertana Lombardi affiancato da Greco e l'altro ad una cordata di imprenditori napoletani del settore enogastronomico giunti appena un anno fa nella città delle acque. I debiti di gestione di circa 1 milione e mezzo di euro ne
i confronti delle banche sembrerebbero non demotivare soprattutto il primo filone di investitori che, rumors alla mano, sarebbero pronti a rilevare il 52% della società puntando a risanare parte del bilancio soprattutto tramite la certa cessione di Mastalli che, al di là di questioni meramente economiche, ha ampiamente meritato in campo e fuori quella serie B che sarebbero pronte a garantirgli nell'immediato Avellino, Brescia, Livorno, Salernitana e Spezia, tutte pronte a sfidarsi per avvalersi delle sue prestazioni. Un'operazione dal valore inferiore al milione di euro che potrebbe comunque lenire già in queste settimane le ferite delle casse societarie. Da rispettare vi è ora la scadenza del 30 giugno, quando i club di serie C dovranno presentare la fideiussione da 350mila euro in favore della Lega Pro e un assegno da 60mila euro, in parte rateizzabile, come garanzia di iscrizione. Mercoledí 20 giugno andrà invece consegnata la documentazione legata al Menti e all'asset societario, aspetto che sarebbe già stato curato dall'attuale staff dirigenziale. L'ipotesi che la Juve Stabia possa a breve ripartire è tuttavia, a dispetto delle scadenze ormai impellenti, assai concreta. E chissà che all'alba di un nuovo giorno non si possano scoprire rinnovate ambizioni. I tifosi incrociano le dita, il sogno è ripartire più forti di prima in nome del motto cittadino “Post Fata Resurgo”. Un credo più che un semplice slogan.