In occasione di Venezia-Juve Stabia, che si giocherà venerdì sera alle 21 al Penzo, noi di Stabia Channel abbiamo deciso di fare due chiacchiere in esclusiva con Fabio Lupo, ex direttore sportivo del club stabiese attualmente in forza ai lagunari, per analizzare uno dei match più interessanti della terzultima giornata di campionato.
Il Venezia arriva da una bella vittoria a La Spezia e la Juve Stabia dalla strepitosa rimonta con il Chievo. Che partita si aspetta venerdì?
«Una partita di grande tensione agonistica, ma giocata bene. Sono due squadre che hanno una buona organizzazione di gioco e che hanno buone qualità individuali. Quindi, mi aspetto una partita complicata perchè dall’altra parte abbiamo un avversario caratterialmente forte, e l’ho detto più volte. Gioca dal primo secondo, infatti all’andata abbiamo preso gol dopo 12 secondi, all’ultimo secondo, come dimostra l’ultima partita casalinga contro il Chievo. E’ una squadra che è sempre in partita e che ha le qualità per risolverla in ogni momento. Per noi sarà una partita molto complicata. Come ho detto, ci sarà grande tensione agonistica.»
Luca Lezzerini e Ivan Provedel si sono resi protagonisti più volte durante questa stagione. Quanto possono incidere in partite così importanti?
«Il portiere è sempre un ruolo ingrato. Le loro parate servono non solo per mantenere la porta inviolata, ma anche a dare sicurezza alla squadra. Sapere di avere un portiere affidabile dà quella sicurezza che consente di giocare in tranquillità. Sono importanti, come lo sono tutti gli altri dieci.»
Spesso si teme il gol dell'ex, che nel vostro caso sarebbe Di Mariano, ma non sarà presente per squalifica. Chi teme dunque delle vespe?
«Noi qualcuno che possa fare il gol dell’ex lo abbiamo. Quindi, magari, cercheremo di giocare questa carta a nostro favore (ride, ndr). Come detto, la Juve Stabia ha gio
catori che hanno le qualità per risolvere le partite. In questo momento mi verrebbe da dire Forte perchè è quello che ha realizzato di più. Ma, ci sono anche altri giocatori, penso a Mallamo, Calò o Canotto, di cui dovremmo aver “paura”. Temo la globalità della Juve Stabia. Temo la sua capacità di stare in campo dal primo all’ultimo secondo.»
Il Venezia arriva alla terzultima giornata con ben 15 legni colpiti. C'è qualche rimpianto per quello che sarebbe potuto essere e non è stato o non è stato per questione di fortuna?
«Hai toccato un tasto dolente. Quindici pali sono un dato esemplificativo del fatto che, secondo me, avrebbe meritato qualcosa in più sul piano dei risultati. Se dovessi fare un’analisi obiettiva e oggettiva, penso che a questa squadra manchi qualcosa. Speriamo di essere bravi in queste ultime tre partite e di andarci a prendere quello che meritiamo e che fino adesso ci è stato negato.»
Ormai siamo alle battute finali di questo campionato. Cosa pensa che possa succedere? Quali saranno i fattori che conteranno di più in queste ultime giornate?
«Banale dirlo, ma può succedere di tutto. Ci sono vari incroci per cui può accadere tutto e le situazioni possono cambiare di giornata in giornata. Non solo ci saranno scontri diretti per i play out e per i play off, ma anche scontri “misti”. E, in tal caso, gli interessi in campo sono contrapposti ma che determinano una grande importanza per la partita. Queste ultime tre giornate sono per gente con il cuore forte perchè saranno giornate molto intense dal punto di vista delle sorprese. Il fattore che conterà di più? Per esperienza direi la condizione atletica. Le squadre che staranno meglio fisicamente avranno maggiore capacità per pensare ed essere più lucide. La condizione fisica, dopo un periodo così stressante sia per la sosta forzata che per le partite ravvicinate, sarà determinante.»