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Juve Stabia - De Vito: «Sostenibilità, giovani e programmazione: così costruiremo il futuro»

Il nuovo responsabile dell'area tecnica si presenta: «Il mio obiettivo è sbagliare il meno possibile». Focus su settore giovanile, valorizzazione dei calciatori e progetto a lungo termine.

di Davide Soccavo


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La Juve Stabia riparte all'insegna dell'entusiasmo e della programmazione. Il nuovo corso societario ha trasmesso fiducia e una chiara visione strategica ai dirigenti chiamati a costruire il futuro delle Vespe. Tra i volti simbolo dell'era Guerri c'è sicuramente Vincenzo De Vito, nuovo responsabile dell'area tecnica, presentatosi ufficialmente sabato scorso nella suggestiva cornice dello Yacht Club di Marina di Stabia.

Nel corso della conferenza stampa, De Vito ha illustrato la propria idea di calcio e di gestione, ponendo l'accento su sostenibilità, valorizzazione del patrimonio tecnico e crescita del settore giovanile.

«Assumo con grande senso di responsabilità l'incarico che mi ha affidato la società. È un ruolo diverso rispetto a quello di direttore sportivo che ho ricoperto finora, ma lo affronto con entusiasmo. Ringrazio la proprietà e tutto lo staff per la fiducia. C'era bisogno di equilibrio e serenità e ho avuto la fortuna di lavorare con dirigenti che mi hanno sempre permesso di esprimermi al meglio, indipendentemente dalla categoria. La mia attività si è sempre basata sui valori e cercherò di commettere il minor numero possibile di errori».

Il dirigente ha poi ribadito quella che sarà la linea guida della nuova gestione.

«Vogliamo avviare un processo di crescita che porti a un'evoluzione costante. Abbiamo alle spalle una proprietà importante e il mio motto sarà la sostenibilità. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi sportivi rispettando il budget e le indicazioni della proprietà. L'asticella resterà alta, ma sarà fondamentale mantenere equilibrio economico. Non è semplice operare con determinati paletti, ma è un dovere nei confronti della società e della piazza. Il mio compito sarà quello di rappresentare un punto di riferimento quotidiano».

Grande attenzione sarà riservata anche al vivaio.

«Il presidente mi ha manifestato la volontà di attribuire un ruolo centrale al settore giovanile. Ho già ricoperto questo incarico in passato e so quanto sia importante avere una visione a lungo termine. Bisognerà dotare il settore giovanile di una casa e costruire un rapporto costante con le famiglie, fidelizzando i giovani calciatori. Intendiamo valorizzare quanto di buono è stato fatto finora e inserire nuovi profili di prospettiva. C'è tanto lavoro da fare e dovremo essere bravi a sviluppare tutto il potenziale senza disperdere nulla».

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De Vito ha espresso piena fiducia anche nel progetto tecnico avviato dalla società.

«La mia impressione è estremamente positiva. Ho trovato un progetto serio e una squadra costruita con criteri moderni. Non posso che fare i complimenti alla direzione sportiva per il lavoro svolto. Esiste un'ottima base di partenza e bisognerà proseguire su questa strada».

Sul fronte mercato, il dirigente ha evidenziato l'importanza della valorizzazione del patrimonio tecnico.

«Il primo passo sarà comprendere il reale valore dei calciatori. Oggi il calcio passa anche attraverso le plusvalenze: bisogna acquistare giocatori, valorizzarli e, quando sarà il momento, cederli generando valore. Ho percepito chiaramente la volontà della proprietà di consolidare la struttura societaria, offrendo alla direzione sportiva e all'allenatore tutte le certezze necessarie per lavorare nel migliore dei modi».

Non manca un riferimento al calore del pubblico stabiese.

«Non ci poniamo limiti. Il nostro stadio è una vera Bombonera e il sostegno dei tifosi rappresenta un valore aggiunto. Dobbiamo fare in modo che diventi sempre più la casa di tutti. Conosciamo bene il calore e la passione di questa tifoseria».

Guardando al futuro, De Vito sottolinea l'importanza di una pianificazione di lungo periodo.

«Una strategia non può essere costruita nell'arco di due o tre anni. Il settore giovanile ha bisogno di tempo, di strutture e di un centro sportivo che possa diventare una vera accademia, nella quale trasmettere valori e creare un forte senso di appartenenza».

Infine, il nuovo responsabile dell'area tecnica si è soffermato sul mercato internazionale e sul rapporto con il direttore sportivo Matteo Stefanelli.

«Ho sempre guardato con interesse anche ai mercati esteri, già dai tempi di Avellino, dove individuammo profili poi arrivati in Serie A. Non ho alcuna preclusione nei confronti dei calciatori stranieri, ma queste valutazioni spettano principalmente al direttore sportivo. Fondamentale è avere una mentalità orientata alla crescita dei giovani».

Su Stefanelli, conclude: «Lo conosco dai tempi del Carpi. Mi hanno colpito i suoi valori, l'umiltà e l'entusiasmo. L'ho indicato alla proprietà perché ritenevo fosse il profilo giusto, ma è stata la società a convincerlo. Credo sia stato un ottimo innesto e mi auguro possa fare molto bene alla Juve Stabia».


lunedì 6 luglio 2026 - 09:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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