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Juve Stabia - De Giorgio: «Contro il Verona serviranno umiltà e grinta. Il turnover sarà necessario»

Il tecnico gialloblù presenta la sfida contro l’Hellas Verona, in programma domani sera al Romeo Menti: «Stiamo migliorando, ma possiamo crescere ancora in fase offensiva». Possibili rotazioni dopo il successo di Cremona, spazio anche ai giovani.

di Davide Soccavo


Alla vigilia del turno infrasettimanale, Pietro De Giorgio è intervenuto questo pomeriggio nella sala stampa dello stadio Romeo Menti per rispondere alle domande dei giornalisti. Domani sera la Juve Stabia ospiterà l’Hellas Verona, formazione retrocessa dalla Serie A e reduce dal pareggio casalingo contro il Pisa. Le Vespe, galvanizzate dalle due vittorie consecutive, puntano a proseguire il momento positivo e a sfatare un tabù storico contro una rivale che manca da oltre mezzo secolo.

Il tecnico gialloblù ha analizzato il momento della squadra, le insidie della sfida, la gestione delle energie in un calendario particolarmente fitto e la crescita dei giovani, senza trascurare il rapporto con la piazza.

Verona, avversario di qualità: «Umiltà e grinta saranno fondamentali»

De Giorgio ha sottolineato l'importanza della gara e la necessità di mantenere alta la concentrazione dopo gli ultimi risultati positivi.

«È sicuramente una partita importante, alla quale arriviamo nel modo migliore. Ci tenevamo tanto a ottenere una serie di risultati utili consecutivi per dare entusiasmo alla piazza, come avevamo detto qualche settimana fa, e ci siamo riusciti. Ora, però, dobbiamo continuare il nostro percorso con la massima umiltà e grande grinta, perché affrontiamo una squadra davvero forte e conosciamo tutti il valore del Verona. La sua posizione in classifica, per quanto visto in campo, è penalizzante. Noi dobbiamo disputare la partita giusta: l'umiltà sarà la parola chiave».

Il tecnico si aspetta una gara impegnativa contro una formazione dotata di importanti individualità, soprattutto nel reparto offensivo.

«Il Verona ha un potenziale importante, grande qualità e fisicità. È una squadra che davanti può fare male. Anche i dati difensivi indicano che ha subito qualche gol in più rispetto a quanto avrebbe meritato. Credo che abbia pagato alcuni episodi, ma dovremo prestare attenzione per tutti i novanta minuti. Contro avversari così forti, la nostra arma principale deve essere l'umiltà, in entrambe le fasi di gioco».

Equilibrio e crescita: «Possiamo fare di più in attacco»

Le due vittorie consecutive hanno dato slancio alla Juve Stabia, ma per De Giorgio il percorso di crescita è ancora lungo. Il tecnico ha evidenziato i progressi compiuti sul piano dell'equilibrio e della gestione delle situazioni di gioco.

«L'equilibrio in questo campionato è fondamentale, e lo dicevamo già all'inizio della stagione. Avevamo subito qualche gol anche per merito degli avversari, ma concedevamo poco. In quel periodo pagavamo gli episodi a caro prezzo. Nelle ultime due partite siamo stati più attenti e abbiamo migliorato alcuni aspetti. Credo che il nostro andamento sia corretto, ma questa squadra ha ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto in fase offensiva. Possiamo e dobbiamo fare di più, ci stiamo lavorando, ma la strada intrapresa è quella giusta».

Il rendimento esterno rappresenta un altro aspetto positivo sul quale costruire il futuro, senza perdere di vista l'importanza del Romeo Menti.

«L'anno scorso il nostro vero fortino è stato il Menti: in casa abbiamo conquistato tanti punti, mentre fuori casa abbiamo fatto qualcosa in meno. Per migliorare il rendimento esterno bisogna avere il coraggio di andare a giocare ovunque, con la consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie caratteristiche tattiche e tecniche. Questo atteggiamento si era già visto a Palermo, dove disputammo una buona partita con grande personalità. Dobbiamo però continuare a fare bene anche in casa, perché il Menti deve restare il nostro punto di forza. Abbiamo ancora tante partite da giocare tra le mura amiche: dobbiamo affrontarle una alla volta, senza cambiare atteggiamento».

Turnover necessario: «Valuterò tutto fino all'ultimo»

Il calendario impone una gestione attenta delle energie. Dopo la trasferta di Cremona e la sfida con il Verona, le Vespe saranno attese da un altro impegno ravvicinato contro l'Arezzo. Per questo motivo, De Giorgio ha annunciato possibili cambiamenti nell'undici iniziale.

«Credo che ci sia bisogno di fare turnover. Abbiamo analizzato i dati della partita di Cremona: è stata una gara incredibile dal punto di vista fisico e alcuni giocatori hanno offerto prestazioni atletiche forse anche superiori alle aspettative. Dobbiamo gestire le forze, perché abbiamo due partite importanti in questa settimana e poi ci aspetta una settimana corta in vista dell'Arezzo. Sarebbe un errore non tenere conto anche della quarta partita».

Nessuna rivoluzione, dunque, ma qualche rotazione potrebbe esserci, anche per valutare chi finora ha trovato meno spazio.

«Non stravolgeremo nulla, ma qualcosa dovremo cambiare. Ho anche la curiosità di vedere all'opera altri ragazzi che si stanno allenando bene e che voglio valutare in partita. Ho già vissuto un'esperienza importante sotto questo aspetto: l'anno scorso abbiamo disputato cinquanta partite in un campionato, giocando per diversi mesi ogni tre o quattro giorni. Un po' di esperienza nella gestione di questi impegni l'ho maturata. Le formazioni le scelgo sempre verso la fine della settimana, analizzando gli allenamenti e le condizioni dei giocatori. Con tante partite ravvicinate si può pianificare il lavoro, ma la scelta definitiva dipende da ciò che vedo e dalle caratteristiche della gara».

Infortunati e giovani: aggior

namenti su Pietrangeli, Bismara e Scuderi

Il punto sugli indisponibili ha fornito indicazioni sui tempi di recupero di alcuni elementi della rosa.

«Pietrangeli sta meglio, ma non lavora ancora con il gruppo. Sta svolgendo lavoro differenziato e credo che dalla prossima settimana possa aggregarsi ai compagni. Anche Bismara si sta allenando individualmente e non è ancora rientrato in gruppo. Scuderi, invece, è più indietro: credo che serviranno ancora una decina di giorni prima di rivederlo con la squadra».

De Giorgio ha poi elogiato il lavoro dei giovani, sottolineando la necessità di concedere loro opportunità concrete e fiducia anche nei momenti più difficili.

«Abbiamo una squadra in cui tutti si allenano bene. Baldo si è meritato i dieci minuti che gli ho concesso e credo che abbia fatto bene. La Cremonese aveva inserito De Luca e Djuric, due giocatori con una struttura fisica importante per la categoria, e negli ultimi minuti avevamo bisogno di difendere soprattutto sulle palle alte. Baldo si è fatto trovare pronto e sta crescendo molto, così come Sanasa, Andrucci, Perin e Nicolò Patanè, che in questo momento magari giocano meno perché c'è qualcuno che sta meglio».

Il tecnico ha ribadito quanto sia importante valorizzare i giovani, senza lasciarsi condizionare dalla paura di commettere errori.

«Devo essere bravo e avere il coraggio di dare spazio a questi ragazzi, altrimenti rischiamo di dimenticarci dei giovani, e questo non va bene. Quando un ragazzo merita, bisogna concedergli il giusto spazio, sostenerlo e avere la pazienza di aspettarlo, anche in caso di errore. Credo che questa debba essere una delle nostre forze durante la stagione».

Tra i giocatori che attendono una nuova occasione c'è anche Caccavo, attualmente più indietro nelle gerarchie offensive.

«In questo momento è quello che trova meno spazio, anche perché nel nostro sistema di gioco abbiamo Di Nardo, che sta segnando, e Candellone. Allo stesso tempo, Caccavo si allena bene. Sto cercando in tutti i modi di recuperarlo, di tenerlo coinvolto e di farlo sentire parte del gruppo. Non vedo l'ora di potergli dare un'opportunità: deve avere un po' di pazienza e mi auguro che ci sia spazio anche per lui, perché se lo merita».

L'inizio difficile e la svolta: «La squadra ha sempre creduto nel lavoro»

Il tecnico è tornato anche sulle difficoltà iniziali della stagione, legate all'inserimento di numerosi nuovi acquisti arrivati a fine agosto e alla necessità di recuperarne la condizione fisica.

«È stato un inizio complesso per me. Fare dieci acquisti a fine agosto non è stato semplice, anche perché diversi giocatori dovevano recuperare la condizione fisica e non erano ancora pronti. Nel frattempo siamo partiti con altri ragazzi: se confrontiamo la formazione schierata a Palermo con quella attuale, vediamo che sono cambiati tanti interpreti».

Nonostante le difficoltà, De Giorgio ha sempre percepito la fiducia del gruppo e la disponibilità dei giocatori ad assimilare le sue idee di calcio.

«Ho sempre visto una squadra che mi seguiva e che aveva sposato fin da subito il mio modo di intendere il calcio. Questo mi ha permesso di restare tranquillo. Credo che le prestazioni ci siano sempre state e che, anzi, possiamo recriminare per qualche punto lasciato per strada: il pareggio a Palermo sarebbe stato giusto, così come la vittoria a Vicenza. Anche contro l'Entella è mancato davvero poco».

Il successo di Cremona ha rappresentato un passaggio importante, soprattutto per la possibilità di allontanarsi dalla zona playout.

«La vittoria di Cremona mi rende davvero felice, perché ci tenevamo tanto a uscire dalla zona playout e volevamo farlo il prima possibile. Credo che siamo stati bravi a riuscirci».

Il rapporto con la piazza: «Ho sempre sentito vicinanza e sostegno»

In chiusura, De Giorgio ha affrontato il tema delle critiche e delle polemiche, spiegando di aver sempre percepito un clima positivo intorno alla squadra e al proprio lavoro.

«L'ho detto fin dal primo giorno: seguo soprattutto le pagine dei giornali, mentre leggo poco i social, anche perché ci sono davvero tante situazioni e preferisco non farmi coinvolgere da tutto quello che viene scritto. Ho sempre riconosciuto ai giornalisti la professionalità con cui mi hanno trattato: anche quando sono arrivate delle critiche, sono state espresse nei modi giusti».

Il tecnico ha sottolineato anche la vicinanza ricevuta dai tifosi e dalle persone incontrate quotidianamente in città.

«Quando giro per Castellammare, che vivo molto, incontro tante persone che mi manifestano vicinanza. Per questo mi hanno sorpreso alcune polemiche, che in realtà non ho vissuto direttamente perché ne sono rimasto un po' fuori. Ho sempre percepito un ambiente entusiasta, che mi ha sostenuto e mi ha dato forza. Se qualcuno mi ha criticato, ci sta: fa parte del mestiere. L'importante è lavorare bene e con serietà. Poi credo che i risultati arrivino».

Ora la parola passa al campo. Contro l'Hellas Verona la Juve Stabia è chiamata a confermare i progressi delle ultime settimane, facendo leva sull'entusiasmo ritrovato, sull'equilibrio e sulla compattezza del gruppo. Con un obiettivo chiaro: continuare a crescere senza perdere quell'umiltà che De Giorgio considera la chiave per affrontare le sfide più difficili.


martedì 27 ottobre 2026 - 21:43 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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