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Juve Stabia - Danucci a 'Passione Gialloblù': «La squadra è composta da giocatori importanti. Può e deve fare di più. Davì?...»

Poi, l'ex centrocampista ha voluto ricordare il suo passato con la maglia gialloblè. «E' stata una stagione particolare, ma bellissima.»

di Aurora Levati


Ieri sera, a 'Passione Gialloblù', trasmissione che va in onda tutti i martedì alle ore 21 sulla pagina Facebook di Stabiachannel, è stato ospite Ciro Danucci, ex centrocampista che ha indossato vari maglie importanti tra cui quella della Juve Stabia e della Turris. Con lui abbiamo voluto analizzare queste prime undici giornata e l'esonero di Novellino e ricordare il suo passato con la maglia gialloblù.

«Mi aspettavo di più dalla Juve Stabia. Vista la qualità della rosa, potrebbe benissimo stare subito dietro alle prime della classe. Ha fatto delle ottime partite, ma raccolto meno di quanto meritava. Questo c'è da dirlo. Poi, nelle ultime partite in cui Novellino sedeva in partita, ci sono state sconfitte pesanti. Ripeto, visto i giocatori tesserati, si può e si deve fare di più, complice anche la mediocrità del campionato. Il modulo? Non è quello che fa la differenza, ma l'atteggiamento che l'allenatore dà alla squadra. Spesso si è giocato con un 4-3-2-1. In mezzo al campo ci vedrei bene Berardocco, che può far fare il salto di qualità alla Juve Stabia. Davì? E' un giocatore forte, anche se domenica scorsa non ha giocato bene. Ha cuore e gamba. E' molto intelligente nelle linee di passaggio in cui riesce a recuperare tanti palloni. Al suo fianco dovrebbe stare con un giocatore come Berardocco, che riesce a dare il meglio di sè con uno come Guido al suo fianco. Averlo in squadra &egrav

e; una grande fortuna, riesce a risolvere molti dei problemi che potrebbe avere un tecnico».

Poi, abbiamo voluto ricordare il passato di Ciro con la maglia gialloblè. «E' stata una stagione particolare, ma bellissima. Ho iniziato il campionato con qualche problemino fisico. Il fatto di non giocare mi pesava, visto l'ottima stagione disputata con la Ternana l'anno precedente . Nonostante questo, il rapporto con Braglia era ottimo. Prima del match con il Cosenza, un compagno non si era sentito bene e sono stato chiamato. Avevo moltissima voglia di giocare. E, si è visto. Da li in poi abbiamo fatto una splendida cavalcata, che ci ha consentito di ottenere ottimi risultati, che si è conclusa poi al Flaminio. Braglia, vista la tanta tensione nella rifinitura di una partita così importante, decise di interromperla e di organizzare nel pomeriggio un pomeriggio a Roma, che ci ha consentito di liberare la mente. Sarebbe una cosa da riproporre ai vari allenatori ( ride, ndr).

Abbiamo anche voluto conoscere meglio quello che è il suo nuovo ruolo nel calcio. «Com'è Ciro come allenatore? In carriera ho avuto la fortuna di avere dei grandi allenatori: Braglia, Auteri e Castori. Da ognuno di loro ho cercato di prendere quelle qualità che ritengo che in un allenatore debbano essere presenti. A me piace imporre il mio gioco e di conseguenza faccio fare sempre un pressing alto. Lavoro tanto durante la settimana per vedere questo in partita.»


mercoledì 27 ottobre 2021 - 20:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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