Falsa partenza per la Juve Stabia. Il calcio d’agosto, seppur impreziosito da tre gare ufficiali di Coppa Italia, resta gioia effimera e la squadra di Salvatore Ciullo torna dal “Valerio” di Melfi con la consapevolezza di dover restare con i piedi ben piantati in terra per poter puntare al ritorno tra i cadetti dopo due anni di purgatorio. Il calcio è uno sport meraviglioso ma non è una scienza esatta. I tempi sono cambiati, gli allenatori sono sempre più preparati tatticamente e tecnicamente e di conseguenza i calciatori si rivelano molto più attenti e disciplinati. In campo non si vince più soltanto con la storia, il blasone o i ricordi di un passato glorioso. Grinta, determinazione ed umiltà sono gli elementi essenziali senza i quali non solo non si va da nessuna parte, ma si rischia di andare incontro a brutte figure. Perde male la Juve Stabia in Lucania, ma non se la passano meglio le altre “big” del girone. In attesa del Benevento, costretto a rinviare l’esordio perché il Messina, ripescato, necessita di un ulteriore periodo di tempo per completare il mercato, non sono mancate le sorprese. Il Foggia di De Zerbi, reduce dalla sbornia della vittoria nel derby di Coppa Italia contro il Bari e dalla passerella sul campo dell’Hellas Verona, rimedia una brutta sconfitta sul campo della Paganese. Il Lecce, guidato dal bomber Moscardelli, viene travolto in casa per 1-3 dalla Fidelis Andria, che si riaffaccia in Lega Pro dopo gli anni bui post-fallimento. Si salva soltanto il Matera, che riesce a regolare l’Akragas soltanto al 90’ e grazie ad una papera di Maurantonio su punizione di Gammone.
In ogni caso, ripetere il “mal comune mezzo gaudio” non serve a nulla, ma bisogna lavorare sui propri errori per correggerli e migliorarli. Brutta, troppo brutta la Juve Stabia per essere vera. Lontana parente, forse neanche conoscente di quella che ha battuto il manipolo di ragazzi portato dallo stesso Melfi a Castellammare, dominato il Lanciano e giocato alla pari sull’ostico campo dell’Alessandria dove a decidere il match fu solo un calcio piazzato di Loviso.
Il Melfi non poteva essere lo stesso visto appena un mese fa, e questo era fin troppo chiaro. Il 2 agosto il più anziano in campo era un classe ’93 e, dando un’occhiata alle formazioni, soltanto Nicolao e Preziosi figurano come titolari in entrambi match, mentre Annoni e Giacomarro sedevano in panchina per la gara di Coppa. Forse proprio il trovarsi di fronte una squadra assemblata in brevissimo tempo grazie al lavoro certosino del direttore generale Francesco Maglione ha inconsciamente illuso di aver già vinto il match prima ancora di scendere in campo, ed è stato un errore pagato a carissimo prezzo. Soprattutto perché i numeri, che non sbagliano quasi mai, invitavano alla prudenza.
Vincere a Melfi non è stato mai facile per nessuno. Lo sa bene la Juve Stabia, che si è giocata il terzo posto proprio perdendo al “Valerio” per 2-1. Ma non solo. Tra le big soltanto la Salernitana, poi promossa in B, riuscì nell’impresa di espugnare il fortino dei gialloverdi. Pari per Benevento e Matera, mentre ci han lasciato le penne Casertana, Foggia e Lecce.
La squadra di Ciullo si è presentata in campo con una formazione rimaneggiata nella zona nevralgica del campo. Out Maiorano per squalifica e De Risio per infortunio, la coppia centrale era formata da Carrotta (mai in partita, due passi indietro dopo le ottime prestazioni in Coppa) e Obodo (in netto ritardo di condizione, pachidermico e a tratti irritante). Ai ragazzi di Ciullo riusciva difficile tut
to, finanche mettere insieme 4/5 passaggi di fila, mentre il 4-2-4 (Nicastro e Arcidiacono molto alti quasi sulla linea degli attaccanti) finiva stavolta col mettere in seria difficoltà la Juve Stabia, preda delle continue sovrapposizioni dei locali sugli esterni. Nonostante questo grigiore, e grazie anche alle parate di Russo, le vespe restavano in partita a lungo e, chissà, sfruttando con maggiore cinismo alcuni episodi ora staremmo a parlar d’altro. In avvio Ripa ha una buona chance su azione d’angolo, ma ciabatta debolmente. Poi lo stesso attaccante intercetta palla a centrocampo e lancia Arcidiacono solo davanti a Santurro. Un errore che ancora adesso grida vendetta. Nella ripresa, invece, Santurro subito protagonista su una bella girata di Spider Ripa. Poco, troppo poco per meritare il vantaggio. Ma, nonostante tutto, il modo in cui il Melfi fa suo il match fa troppa rabbia. Due gol in fotocopia. Un mix di supponenza e presunzione per Contessa, protagonista di una fase difensiva da non ripetere mai neanche in allenamento. Corner dalla destra di Longo, Cason si stacca troppo facilmente dalla marcatura del terzino gialloblù sfilandogli alle spalle ed inzucca sul secondo palo. Raddoppio inquietantemente identico. Ancora un calcio d’angolo stavolta da sinistra, Cason sovrasta Contessa con una facilità disarmante e fa secco Russo.
La delusione è cocente ma non bisogna abbattersi perché c’è un intero campionato davanti e bisogna già alzare la testa e pensare alla prossima partita contro il Lecce.
Un motivo per sorridere lo dà la storia recente della Juve Stabia, che non è mai riuscita a partire particolarmente forte negli ultimi anni. Nella stagione scorsa ci fu un identico esordio. A Catanzaro finì 0-2, poi, dopo il pareggio interno contro il Matera, arrivò la vittoria esterna nel derby contro la Casertana. Nella stagione 2013/2014, ultima in Serie B, la Juve Stabia partì con tre ko ed un pari prima di portare a casa i tre punti sul campo del Cittadella. Andiamo ancora a ritroso. Nel 2012/2013 la serie negativa raggiunse addirittura sei match (tre sconfitte e tre pari) prima di sfatare il tabù tra le mura amiche battendo il Padova per 1-0. Male anche la 2011/2012. Un punto in cinque gare per poi avere la meglio del Pescara, al “Menti” per 3-2. La stagione però fu nel complesso esaltante e terminò con le vespe al 9° posto. L’anno precedente, 2010/2011 eravamo in Lega Pro e ci fu ancora una partenza a rilento frutto di due sconfitte in altrettante gare prima di riprendere la marcia espugnando il campo del Barletta per 2-0. La stagione terminò al 5°posto e con l’esaltante, storica promozione in Serie B dopo il play-off contro l’Atletico Roma. Stagione 2009/2010. Un ko ed un pari nelle prime due gare, poi è ancora il Barletta a doversi arrendere, superato questa volta a Castellammare per 4-0. A giugno la Juve Stabia concluderà al primo posto il girone C di Seconda Divisione conquistando la promozione in Prima Divisione. I gialloblù si sono imposti per l’ultima volta all’esordio in una stagione regolare soltanto nel 2008/2009, quando espugnarono per 2-1 il campo del Taranto. L’epilogo però fu amaro, e le vespe terminarono il campionato al 17°posto nel girone B di Prima Divisione con la conseguente retrocessione in Seconda Divisione.
Considerato che il popolo meridionale è scaramantico per eccellenza, e volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, forse aver toppato la prima potrebbe anche essere di buon auspicio per il prosieguo della stagione.