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Juve Stabia - Covid 19, Caserta, Rastelli e Pavarese all'unisono. «Impossibile riprendere subito, si pensi ad un piano B». E su Manniello. «È il segreto delle vespe»

L'attuale allenatore gialloblù, il tecnico e il ds della promozione 2009/10 sono intervenuti durante la diretta Live di Stabiachannel.it

di Gioacchino Roberto Di Maio


Riprendere subito i campionati non rappresenta la scelta più giusta. Sono concordi sull’argomento mister Fabio Caserta, mister Massimo Rastelli e il ds Gigi Pavarese, ospiti d’eccezione della rubrica live sul Covid 19 di Stabiachannel.it. La confusione regna sovrana – ha spiegato Caserta, allenatore della Juve Stabia –, basti pensare ad ordinanze regionali che sconvolgono tutti i piani nel giro di una notte. I ragazzi in questa fase stanno continuando il programma di allenamenti tra le mura di casa propria in attesa che venga definito il futuro di questo torneo dato che, a conti fatti, probabilmente noi siamo l’unica squadra ad avere ancora i calciatori in città. A volte resto basito dinanzi a certe idee formulate, evidentemente qui qualcuno non fa i conti con quella paura che potrebbe attanagliare chiunque andando a giocare a Pordenone o a Verona in questo periodo. Io chiuderei ogni competizione ora o, al massimo, sposerei la proposta di chi immagina di riprendere in autunno con la stagione successiva che andrebbe da gennaio a dicembre come avviene in altre nazioni». Anche perché riprendere metterebbe i club dinanzi a molteplici interrogativi. «I protocolli sono inapplicabili dalla serie B in giù, sia in termini di tamponi che di rischi di contagio. Pongono tutti l’attenzione sui calciatori dimenticando che anche un membro dello staff potrebbe essere contagiato, mi chiedo a quel punto una squadra come dovrebbe organizzarsi. Senza parlare poi del fatto che andrebbe studiata una preparazione per appena 10 partite al caldo dell’estate, una situazione del tutto nuova per calciatori fermi, o quasi, da più di due mesi. Ti giocheresti tutto in un contesto paradossale e senza tifosi, tutto ciò che è stato fatto sino a marzo rischierebbe di essere vanificato. Mi auguro si riesca a trovare la quadra del cerchio, anche se sono del parere che a confondere le idee sia in primis il Governo. Da par nostro, noi resteremo alla finestra con la consapevolezza che la salute viene prima di tutto». Sulla stessa lunghezza d’onda è Massimo Rastelli. «Stiamo vivendo una situazione non semplice in cui abbiamo dovuto riorganizzare le nostre vite. Ripartire, allo stato delle cose, mi sembrerebbe inopportuno anche se, da un lato, mi piacerebbe che si riuscisse a giocare per tutte quelle persone che nei club lavorano e ora sono in cassa integrazione. Certo non sarebbe semplice in questo caso per gli allenatori dover rimettere in sesto una squadra dopo 2 mesi di pausa, senza dimenticare che chiudere i campionati ad agosto potrebbe comportare il dover ridisegnare le finestre di mercato per non distrarre i calciatori nella fase clou dei tornei. In tal senso, inoltre, andrebbero riviste le scadenze dei contratti in scadenza il 30 giugno, compresi i tantissimi prestiti. Gli organi preposti dovranno definire una situazione non semplice dato che, oltretutto, ogni categoria rappresenta una dimensione a sé con le criticità che aumentano man mano che si scende di serie. Si dovesse invece chiudere i tornei oggi, la difficoltà maggiore sarebbe rappresentata dalla pioggia di ricorsi da parte di quei club che si troverebbero costretti ad accettare determinati verdetti per pochi punti e con molte partite da giocare. Mi auguro che la salute venga messa al primo posto, il resto si vedrà». Sostanzialmente d’accordo Gigi Pavarese. «Il protocollo proposto dalla Figc è applicabile solo in serie A – sottolinea il direttore sportivo –, basti pensare che in B forse solo Chievo e Cremonese dispongono di un centro sportivo. Lo stesso Napoli, di cui si parla tanto in questi giorni, si allena in una struttura che differisce da questa definizione anche se consentirebbe comunque a Gattuso di far allenare la squadra seguendo gli standard della Figc. Quando mi soffermo sulla ripresa del calcio, penso soprattutto alle categorie minori, per me varrebbe la pena fermarsi ora per salvaguardare la salute di tutti gli attori e soprattutto per ridis

egnare il sistema calcio dato che difficilmente alla prossima serie C si iscriveranno più di 30 club. Bisognerebbe chiudere ora tutti campionati definendo promozioni e retrocessioni sulla base delle classifiche attuali, magari con 3 promozioni in serie A e 3 retrocessioni in C. Sono convinto che anche alcune seconde in serie D, come il Foggia, potrebbero essere ripescate per colmare i sicuri vuoti che si verranno a creare nell’organico di terza serie. Occorre pensare ad un piano B, altrimenti si perde solo tempo». Anche perché vi è chi spinge la Figc verso la ripresa. «Non giriamoci intorno, l’Uefa vuole che si riprenda. L’aver posticipato ad agosto le fasi finali di Europa e Champions League e al 2021 l’Europeo è indice del suo volere per una questione prettamente economica. È questo il motivo per cui credo che verrà scartata la proposta di far riprendere i tornei in autunno e sviluppare un nuovo campionato da gennaio a dicembre prossimi, anche se ciò metterebbe tutto in riga con i Mondiali in Qatar nel 2022. In questo scenario tanto confusionario mi godo la possibilità di tornare a fare il cicloturista sperando di godermi il Giro d’Italia a ottobre, magari torneremo a divertirci come quando ero alla Juve Stabia. Dirò sempre grazie a Franco Manniello per avermi concesso quella chance e ad Amodio e a Rastelli per aver conquistato quella promozione straordinaria contro Catanzaro e Cisco Roma. Sono felice dei risultati sin qui ottenuti, merito soprattutto di un uomo straordinario come Franco Manniello che riesce a renderti sin dal primo minuto parte di un progetto. Gli sono molto affezionato, anche se non nego che non sono mancati i momenti di attrito ai tempi della Seconda divisione. Ovviamente non dimentichiamo i meriti di Polito, in grado di allestire grandissime squadre da quando riveste il nuovo ruolo di ds. Non vedo l’ora di tornare al Menti a tifare». Sull’importanza di Manniello è tornato anche Rastelli. «È un presidente tifoso – ha ricordato il trainer, in gialloblù durante la stagione 2009/10 –, uno di quelli che riescono a farti sentire costantemente la fiducia dell’ambiente concedendoti anche la possibilità di commettere degli errori. Gli sarò sempre debitore per avermi concesso la chance di allenare senza che avessi la minima esperienza e per avermi consentito di commettere gli sbagli del mestiere senza mai mettermi pressione. È davvero l’arma in più della Juve Stabia». Ha sorriso in tal senso mister Fabio Caserta. «Lo chiamo il presidente delle tabelle – ha confessato l’attuale tecnico delle vespe –, da vero tifoso quale è gli bastano due vittorie per stilare le tabelle per andare in serie A e due sconfitte per temere la retrocessione. Lo conosco da ormai 10 anni e posso solo ringraziarlo per la fiducia e la vicinanza che mi ha sempre dimostrato, poi vien da sé che in settimana gli piaccia il confronto. È uno dei pochissimi presidenti che non mette mai la voce nella formazione, un aspetto straordinario per il sottoscritto e gli allenatori in genere. Lui e Polito, e dall’anno scorso il Presidente Langella, mi garantiscono la massima serenità, tant’è che non ho mai chiesto un calciatore in sede di mercato. Quest’anno mi hanno dimostrato tutta la loro stima quando all’inizio i risultati tardavano ad arrivare. Calò e Canotto mie creature? Sono due calciatori di grandissimo talento che avevano bisogno di fiducia e di adattarsi alla nuova categoria. Giacomo ha un talento puro, Luigi è cresciuto molto e in questa fase deve solo migliorare nella fase conclusiva dell’azione quando, spesso, preferisce insistere nell’iniziativa personale piuttosto che alzare la testa e servire un compagno meglio piazzato. Dovesse migliorare sotto questo aspetto, diventerebbe ancor più decisivo». Con la speranza di poter tornare a goderci le giocate di entrambi.

VIDEO - Covid 19, Caserta, Rastelli e Pavarese all'unisono. «Impossibile riprendere subito, si pensi ad un piano B». E su Manniello. «È il segreto delle vespe»


domenica 3 maggio 2020 - 15:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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