Sarà un gennaio incandescente quello che attende la Juve Stabia. Se il calendario sportivo prevede il ritorno in campo il 9 gennaio al Partenio – Lombardi contro l'Avellino di Piero Braglia e Salvatore Di Somma, quello societario vivrà una data determinante due giorni più tardi, quando il Tribunale di Torre Annunziata dovrà pronunciarsi sul piano di rientro del debito con l'Erario proposto dai fratelli Andrea e Giuseppe Langella. Che l'esposizione debitoria di circa 6 milioni di euro risalga alle passate gestioni è cosa nota, come lo è che sin dal primo momento l'attuale proprietà ha posto in cima alle proprie ambizioni il garantire un assetto economico stabile al club. Per cercare di risolvere una volta per tutte la questione, la Juve Stabia, tramite l'amministratore unico Vincenzo Todaro, ha solcato i mari della giurisprudenza e, in particolare, come riporta il quotidiano Metropolis, si sarebbe appellata al decreto 118 del 2021 per quanto concerne l'omologazione delle proposte di transazione fiscale e contributiva. Tale transazione, secondo alcuni tribunali, dovrebbe essere omologata forzosamente se ritenuta conveniente per i creditori pubblici anche in caso di rigetto da parte dell'Agenzia delle Entrate. Nel dettaglio, l'Erario o gli enti predisposti dovrebbero accettare l'offerta se ritenuta conveniente, anche se ciò vorrebbe dire sacrificare parte del credito. Le vespe, in tal senso, sarebbero pronte a versare circa 1 milione di euro in un'unica soluzione per archiviare definitivamente l'esposizione debitoria e potersi concentrare sui risultati, sin qui deludenti in questa
stagione, del campo. Inizia, a tal proposito, a muoversi qualcosa in tema mercato, soprattutto dopo il fallimento in itinere del Catania decretato dal tribunale locale pochi giorni or sono. Nel mirino del ds Rubino vi sono sia Ceccarelli, che a Castellammare ha già giocato appena 20enne trovando pochissimo spazio nella seconda parte della stagione 2011/12 in serie B, che Russotto. Il primo, dieci anni dopo, è stato anche accostato a quel Braglia che in gialloblù lo bocciò categoricamente anche se diverse erano la maturità e la categoria. Dovesse cercare davvero l'affondo l'Avellino, le vespe virerebbero sull'ex Napoli, calciatore che, da giovanissimo, sembrava destinato a ben altri palcoscenici. Entrambi hanno un buon rapporto con il gol e sono in grado di giocare sia nel ruolo di esterno che da centrale alle spalle della punta nel 4-2-3-1 orchestrato da un mister Sottili che nei giorni scorsi ha indicato alla società i settori in cui intervenire con la consapevolezza che, un po' come lo scorso gennaio, dovrà crearsi un effetto domino tra entrate e uscite. La priorità rappresenta il rinforzare una batteria di esterni che, complice l'infortunio di Schiavi, non ha mai potuto contare su alternative a Bentivegna, Stoppa e Panico, proprio come avvenuto in difesa agli stakanovisti Rizzo e Donati. In tema di centrali arretrati si muoverà qualcosa solo nel caso di eventuali richieste di cessione da parte di chi sin qui ha giocato meno, discorso speculare per un centrocampo che, al completo, è da ritenersi competitivo. Una cosa è certa, il gennaio gialloblù non sarà per nulla banale.