Mister Colucci è salito questa mattina presso la sala stampa del R. Menti per rispondere alle domande dei media. Una sfida dal sapore speciale per il tecnico gialloblù: dopo la vittoria in Coppa delle Vespe sull’Audace Cerignola, riprende il campionato della Juve Stabia, che domani alle ore 14:30 ospiterà il Picerno, ex compagine di Colucci. Di seguito le dichiarazioni, in sintesi, dell’allenatore: «Un’emozione per me rivedere dirigenti, ragazzi, magazzinieri. Ho vissuto sei mesi belli a Picerno. Una bella realtà che conoscevo di nome, essendo del Sud. In Coppa Italia se non ti succede niente sei fortunato e, dunque, mi è dispiaciuto tanto per Berardocco. Gli incidenti di percorso capitano, ma chi prenderà il suo posto, sostituirà Luca egregiamente.»
«A Picerno c’è programmazione, non c’è improvvisazione. In una comunità come quella si passa il passo più lungo della gamba e quindi ti lasciano lavorare tranquillamente in base a quello che è il risultato. L’emozione c’è, ma dopo il triplice fischio si gioca.» Poi aggiunge: «Lo sfogo è quello di un genitore al proprio figlio. Ci vogliono anche i “no”, troppi “sì” non aiutano il giocatore. Nella vita
bisogna conquistarsi qualcosa, con la grinta, con il sacrificio e con la determinazione. Talvolta l’ostacolo va superato individualmente. Il Picerno gioca a bene a calcio e la classifica non è veritiera.»
«Hanno fatto degli acquisti mirati e sono tre anni che c’è questa programmazione. Mi aspetto un Picerno ben organizzato che verrà a Castellammare a fare la partita. Dobbiamo essere bravi a giocare la partita e a non farci giocare la partita, sapendo che in novantacinque minuti ci sono tante partite dentro una partita. Tutti devono saper far tutto al di là del proprio ruolo.» I lucani vogliono riscattare la sconfitta in Coppa Italia, partendo dal Menti di Castellammare. «Ho chiesto grande attenzione ai ragazzi. Ci aspetta una partita difficile. Mi aspetto maturità dai ragazzi, voglio che siano presenti in campo, che la vivono. Mi aspetto una partita ottimale per i tifosi.» E sul possibile approdo in gialloblù di Dos Santos: «Non lo faccio allenare con la squadra in prossimità di una partita. È un buon giocatore. Si sta allenando a livello organico: una punta serve, ma mi fermo qua. Come ho già detto in passato, io cucino con gli ingredienti che ho. E i miei sono i migliori al mondo. Se decidesse di unirsi al gruppo, ben venga.»