Termina in parità il match del Menti tra Juve Stabia e Catanzaro. Al gol di Mosti nel primo tempo risponde Di Francesco nel finale di gara. Risultato che, seppur beffardo, rispecchia quanto visto in campo. «Abbiamo giocato una grandissima partita contro una squadra forte – afferma mister Ignazio Abate –, l’approccio è stato molto positivo. Siamo partiti bene nella prima mezzora, poi sono emersi i valori avversari. Nella ripresa abbiamo difeso con ordine senza mai correre particolari rischi anche se il Catanzaro ha tenuto maggiore possesso palla. C’è amarezza per la beffa nel finale, avremmo potuto chiuderla prima ed in pieno recupero abbiamo avuto una buona occasione con Maistro per tornare in vantaggio. Avevamo fatto la bocca alla vittoria in un momento così particolare, avremmo voluto dedicare questo successo ai nostri tifosi. Peccato, anche se il pareggio è sostanzialmente giusto. Sono felice per Mosti, 7 gol sono numeri da grande calciatore per una mezzala. I ragazzi hanno dato tutto, a volte si sono lasciati ingolosire forzando troppo la verticalizzazione anziché rallentare per far abbassare il baricentro agli avversari. La palla, quando ti abbassi, andrebbe gestita in maniera differente. Chiaramente, pur non volendo cercare alibi o piangerci addosso, in partite del genere le assenze hanno il loro peso anche sul piano delle scelte a gara in corso. Un centrocampista con le caratteristiche di Zeroli, ad esempio, ci avrebbe fatto comodo. In questo contesto è difficile chiedere di più al collettivo, soprattutto dopo una settimana che ci ha condotti al match con la testa un po’ stanca». D’altronde in questi giorni la questione societaria sta acquisendo la priorità sul campo. «Sfiderei chiunque a vivere una stagione come questa, lavoriamo da mesi con un rumore in sottofondo che negli ultimi giorni era diventato assordante. Nonostante ciò, la squadra ha cercato di rimanere sul pezzo mantenendo la concentrazione. Vien da sé che l’inconscio ti porti a pensare a determinati aspetti, motivo per cui questa prestazione assume ancora più rilievo. Ci teniamo stretto questo pareggio con la consapevolezza che al Menti possiamo giocarcela con chiunque». La risposta della tifoseria è stata straordinaria, si è toccato l’apice stagionale di affluenza. «Giocare in questo clima è bellissimo – ammette Abate –, i tifosi
ci hanno dimostrato il proprio amore. Si respira un grande spirito di unione, ho grande fiducia che le cose si sistemeranno per Castellammare. Questa piazza lo merita, qui il calcio scorre dentro le vene. Quando vi sono questi fattori la ruota gira sempre in positivo. Noi, da per nostro, daremo tutto per gettare il cuore oltre l’ostacolo. Vogliamo continuare a sognare». Ad analizzare il match è anche Alessandro Gabrielloni. «C’è rammarico per aver incassato il gol in quel modo – spiega l’attaccante –, una deviazione ha consentito a Di Francesco di segnare a porta vuota. Abbiamo affrontato una squadra forte che gioca molto bene, forse dopo il gol di Mosti ci siamo abbassati un po’ troppo faticando a ripartire. Abbiamo interpretato una buona fase difensiva soffrendo poco, avremmo voluto regalare questa vittoria alla bellissima cornice di pubblico che ci ha trascinati. Il nostro obiettivo è conquistare i playoff, ormai non bisogna girarci intorno. Ci pensavamo anche quando, nei periodi meno brillanti, intorno a noi si parlava di mantenere la categoria. La forza di questa squadra è il gruppo, si riesce a scherzare anche nelle difficoltà. Di certe cose è normale che si parli nello spogliatoio, siamo stati bravi a concentrarci sul campo. Con gli infortuni ormai conviviamo da tempo, per noi rappresentano la normalità. Non ricordo, onestamente, una partita in cui siamo stati tutti a disposizione. Il terreno di giuoco da questo punto di vista sta influendo molto. Il mister è molto bravo nel non cercare alibi, ci concentriamo solo sui presenti con la consapevolezza che ognuno garantirà il suo contributo grazie alla rosa profonda. Le squadre che arrivano in fondo sono quelle dalla maggiore continuità, ultimamente ci stiamo rimettendo in sesto. Sono fiducioso di poter dare il mio contributo, indifferentemente che sia in termini di assist o gol. Sul piano personale non è stata la migliore stagione del mondo, non sono contento. Da un lato non ho sbagliato gol particolari, dall’altro forse non sono stato bravo a crearmi le occasioni. Magari sul mio rendimento ha un po’ influito anche il tipo di gioco diverso da quello a cui ero abituato. L’impegno non manca mai, l’obiettivo di squadra è più importante di quello personale. Ora siamo già proiettati verso le prossime 3 partite». La corsa continua dentro e fuori dal terreno di giuoco.