Nonostante sia stata la prima squadra a passare in vantaggio contro il gialloblù, il Monopoli si è arreso alla furia delle vespe, che hanno messo nel sacco la sesta (settima se si conta la vittoria sulla Casertana in Coppa Italia) vittoria consecutiva. Archiviato il successo sui gabbiani, domani la compagine di Fabio Caserta se la vedrà contro la Reggina di Cevoli, reduce da una pesante ed immeritata sconfitta contro la Virtus Francavilla. Non è un periodo facile per il club amaranto, considerato che questo si è visto costretto dall’inizio del campionato a giocare lontano dal proprio fortino, senza il proprio pubblico. Tornando alla Juve Stabia, la situazione nel reparto infermieristico sembra sotto controllo e domani quasi tutti i componenti della rosa saranno a disposizione del mister.
«Allievi sta bene, ma non va con noi a Vibo, poiché ho preferito non rischiare –ha spiegato il tecnico ai nostri microfoni-. Per il resto, quasi tutti i giocatori sono a mia disposizione. La vittoria sul Monopoli ci entusiasma, ma è meglio resettare tutto e pensare alla partita di domani, una partita difficile. La Reggina è una buona squadra. Mi aspetto dai ragazzi il giusto atteggiamento, che è la cosa più importante: se uno di noi guarda inconsciamente la classifica, può far alleggerire la tensione. Io, tuttavia, lo sconsiglio, nonostante questa squadra ha dimostrato tanto. E’ sempre opportuno non montarsi la testa.» Nella Reggina militano gli ex Sandomenico e Zibert: «Quando si è un ex, si ha sempre la voglia di dimostrare qualcosa in più contro la propria ex squadra, cercando di dare il massimo. Conosciamo il valore di Sandomenico e Zibert: sono ragazzi con delle qualità, anche se abbiamo deciso di fare scelte diverse, ma non per demerito loro. In questa fase di campionato la classifica non conta.&
raquo; Il tecnico gialloblù vivrà il match di domani anche da un altro punto di vista: essendo nativo a Reggio Calabria, da sempre a Caserta sta a cuore la squadra amaranto, che da piccolo assisteva allo stadio: «Conosco Taibi da tanto tempo. Essendo tifoso della Reggina, lo andavo a vedere allo stadio quando giocava. E’ da sempre stato un mio idolo. Non conosco Cevoli, ma tutti me ne parlano bene. Sono nato a Reggio e ho sempre tifato la squadra della mia città. Cevoli dedica tanto tempo alla propria compagine e il suo è un lavoro importante. Non è senza dubbio bello vederla in questo momento di difficoltà. Tra il campionato e lo stadio, non è mai facile una situazione del genere per i giocatori, per l’allenatore e per la società. Non so di chi è la colpa, ma non è giusto. Per ritornare ad essere la Reggina di un tempo, bisogna pensare al presente. In questi anni abbiamo visto piazze importanti soffrire nei campionati dilettantistici. Pensare al passato non aiuta.» Poi, però, torna a parlare della sua Juve Stabia e raccomanda: «Se pensiamo al presente, questo può aiutarci. Se pensiamo solamente alla Juve Stabia in Serie B, non andiamo da nessuna parte. Non bisogna esaltarsi per le sei vittorie consecutive. Bisogna continuare a lavorare così. Le soddisfazioni ce le possiamo togliere, qualunque esse siano. A condizione che si continui a lavorare così e che si rimanga con i piedi per terra, senza pensare che siamo già in serie B. Mi preoccupo di più per i risultati positivi. L’euforia ti distoglie dalla realtà.» Si gioca su un campo neutro, a causa dei lavoro di ristrutturazione in corso al Granillo. «Non è il terreno di gioco che conta. Sarà uno stadio poco familiare per entrambe le squadre. Non ci lamentiamo, pensiamo che un campo è uguale all’altro.»