Juve Stabia

Juve Stabia - Braglia, la prima da ex tra ricordi e nostalgia

L'uomo dei miracoli affronterà le vespe da avversario per la prima volta dopo l'epoca d'oro dei trionfi con Giglio e Di Somma.

di Mauro De Riso


Piero Braglia. Basta citare il suo nome per rinverdire in un attimo i ricordi di un passato recente, che per i tifosi stabiesi oggi sembra più lontano che mai. Il condottiero che guidò l'armata gialloblù alla conquista di una serie B rincorsa invano per 60 anni affronterà domenica per la prima volta da ex la sua Juve Stabia, la squadra a cui ha legato indissolubilmente il suo nome per quattro anni, un record assoluto sia per la società termale che per lui, poco avvezzo a prolungare la sua permanenza in una piazza per più di due stagioni in virtù di un carattere che ha cadenzato le sue fortune alterne in tutte le piazze che hanno avuto la fortuna di incrociare le proprie strade con quella del tecnico grossetano. D'altra parte, il suo nome genera da sempre una dicotomia insanabile: Braglia o si ama o si odia. Chi non ha avuto la dote di guardare oltre la sua corteccia di uomo schivo e a tratti burbero ha perso un'occasione d'oro, chi ha saputo farlo invece è stato ricambiato come meglio non si potrebbe. Fu Giglio, divenuto poi suo caro amico, a portarlo a Castellammare e Braglia si divertiva a raccontare che il suo ingaggio diminuiva ad ogni incontro che ha preced

uto la firma sul contratto. Fu Di Somma a costruire con lui la squadra che realizzò il miracolo nel 2011, rischiando di compierne un altro ancora più strabiliante l'anno successivo con un gruppo di uomini veri, guidati da un uomo vero. L'alchimia fra i tre tenori del biennio d'oro era il segreto di quel meccanismo perfetto, un mix spettacolare e vincente che ha fatto letteralmente impazzire di gioia una città intera che ogni settimana per 90 minuti dimenticava i problemi e si tuffava in un mare dorato. Quei giorni purtroppo costituiscono soltanto un bel ricordo. La Juve Stabia oggi non regala più sussulti e non esce dal Menti tra gli applausi ormai da tempo immemore. Gli spalti sono sempre più vuoti ed è difficile biasimare gli assenti, dato che in tempo di crisi investire denaro per assistere a spettacoli piuttosto deprimenti non deve essere proprio il massimo della vita. La competenza di Zavettieri non basta a mitigare la nostalgia del tempo che fu, un'epoca d'oro di cui Braglia era l'indiscusso protagonista. Sarebbe ingeneroso oggi chiedergli di non fare del male ai suoi ex tifosi, ma ritrovarsi anche soltanto da avversari renderà dolce persino questo periodo buio.


mercoledì 20 gennaio 2016 - 00:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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