“Lo vedi tu com'è, bisogna fare e disfare continuamente e malamente e con amore, battere e levare. Stasera guardo questa strada e non lo so dove mi tocca andare”. Canta Francesco De Gregori. Gli splendidi versi del componimento “Battere e levare” sembrano calzare a pennello per una Juve Stabia che sin qui tanto sta amando complicarsi la vita distruggendo spesso quanto costruito con sacrificio e determinazione. L'autorete di Bachini contro la Virtus Francavilla è la terza stagionale su 12 gare, la seconda determinante dopo quella di Redolfi a Bisceglie che costò la sconfitta alle vespe al termine della peggior gara della gestione Caserta. Unico a poter tirare un sospiro di sollievo in questa speciale classifica è Viola, il cui centro nella propria porta è risultato di contro ininfluente a Siracusa contro l'Akragas piegato in rimonta da Canotto e Simeri. Un bottino di imprevisti cui si sommano i cartellini rossi ottenuti dallo stesso centrocampista ad Andria nel match di esordio condizionato anche dagli errori dei portieri Zanotti sul fronte gialloblù e Maurantonio su quello pugliese. Un'espulsione dal peso specifico evidente sia nel f
inale, quando la Fidelis è pervenuta al 3-3 con una spettacolare conclusione dalla distanza, sia nelle gare successive alla luce dei 3 turni di squalifica inflitti all'ex Melfi dal giudice sportivo. E se Mastalli se l'è cavata egregiamente contro il Rende in virtù della seconda ammonizione rimediata solo allo scadere del recupero, non altrettanto si può dire di Crialese, espulso nella fase più calda del match poi pareggiato dal Matera al 48' della ripresa con una deviazione in mischia di Scognamillo. Una Juve Stabia che, conti alla mano, si è sin qui ritrovata spesso a pagare l'eccessiva irruenza e frenesia tipica di una formazione giovane ricostruita quasi integralmente la scorsa estate. Errori grossolani che, seppur possono starci come dimostra l'autorete di Zaccardo contro gli USA ai Mondiali di Germania 2006 simile per dinamica a quella di Redolfi a Bisceglie, andranno assolutamente evitati quando, dopo la sosta invernale, il campionato entrerà nel momento più concitato in cui le defaillance andranno centellinate. In fondo, ed il Bassano e la Reggiana lo dimostrano, esser perfetti è un obbligo se vi è già chi sbaglia.