Tre minuti di black-out allontanano le vespe impietosamente dalla vetta della classifica e regalano al Benevento il titolo di campione d'inverno del girone C della Lega Pro a pari merito con la Salernitana. A contendersi il primato per adesso sono quattro campane, un predominio regionale che induce a nutrire qualche rammarico in merito alla distribuzione variegata auspicata da Lotito in estate, un'evenienza che avrebbe senz'altro favorito la Juve Stabia in ottica promozione. Contro le due prime della classe i gialloblù hanno sfoderato le migliori prestazioni stagionali tornando tuttavia a casa a mani vuote in entrambe le occasioni. La sfortuna ha inciso in modo evidente sull'esito dell'ultimo match contro i sanniti, ma numerosi aspetti andrebbero analizzati con cura. Pancaro finora si è sempre rivelato un abile stratega, capace di apportare variazioni tattiche in corso d'opera che hanno ribaltato spesso le sorti delle gare in favore delle vespe, ma martedì scorso ha ripetuto l'errore commesso a Salerno, adottando uno schema più spregiudicato nel tentativo di chiudere il match e stravolgendo completamente l'assetto con cui aveva imbrigliato in modo persino imbarazzante le due corazzate ora in vetta alla classifica. Il mister si è assunto la piena responsabilità in occasione delle due sconfitte e a lui vanno ascritti enormi meriti per il lavoro svolto fino ad oggi con questo gruppo, ma i sei punti lasciati per strada pesano come macigni nell'economia del torneo. Un altro dato allarmante riguarda la scarsa concretezza sotto porta dei calciatori stabiesi: la Juve Stabia gioca il calcio di gran lunga più spettacolare del campionato ed è stata capace di d
ominare contro avversari anche più blasonati, ma spesso è mancato il cinismo necessario per blindare il risultato e distruggere le velleità altrui di rimonta. Le vespe spesso si specchiano nella loro bellezza e sprecano tante occasioni, calando alla distanza e cedendo il passo ai rivali quando, dopo un grande dispendio di energie, lo smalto atletico diminuisce. La panchina, inoltre, si è rivelata l'arma migliore dei gialloblù nelle prime dieci gare ma da troppo tempo non produce più ricambi all'altezza, a causa anche dell'improvvisa involuzione di Vella, Gammone e Ripa, protagonisti assoluti nelle prime fasi del campionato. Un appunto va fatto anche sulla fase difensiva: il pacchetto arretrato soffre davvero poco e spesso riesce ad avere un predominio assoluto nei confronti degli attaccanti avversari, ma puntualmente incappa nel corso di ogni match in una fase di black-out che, Pisseri permettendo, si sta rivelando più volte fatale. Nella calza di Pancaro, però, va riconosciuto che il carbone è presente solo a piccole dosi: la Juve Stabia si è dimostrata finora la squadra migliore del campionato e ha grinta e carattere da vendere, oltre a disporre di una qualità non comune per un campionato di Lega Pro. La classifica fa ancora ben sperare e la forma fisica crescente di Lepiller, unita alla verve di uno scatenato Di Carmine, induce a nutrire ambizioni importanti, a patto che si inverta la rotta negli scontri diretti che arriveranno a fine stagione, sognando magari di tornare a far festa al Vigorito come accadde nel 2011, un'annata storica ma, a conti fatti, non irripetibile.