Mister Ignazio Abate è intervenuto nella sala stampa del Stadio Romeo Menti per rispondere alle domande dei giornalisti in vista della sfida di domani contro lo Spezia.
La Juve Stabia è reduce da una prova di orgoglio e carattere al Barbera contro il Palermo e intende ripetersi davanti al proprio pubblico, con l’obiettivo di avvicinarsi sempre di più alla salvezza. Nella sfida di domani, contro uno Spezia il cui successo in trasferta manca dal 21 febbraio, le Vespe hanno la possibilità di archiviare la permanenza in cadetteria, anche se si prospetta una gara tutt’altro che semplice.
«Credo che arriviamo da una buonissima prestazione per la classifica – spiega il tecnico gialloblù – ottenuta con qualità e sofferenza. Proprio nel momento di difficoltà è venuto fuori il gruppo, con organizzazione e compattezza. Come con la Carrarese, il secondo tempo è stato un po’ più scarico, ma la squadra ha dimostrato di voler raggiungere l’obiettivo a tutti i costi».
Abate mantiene alta la concentrazione: «Non penso alla classifica. Dobbiamo ragionare partita per partita, puntando sulla prestazione. Il risultato è una conseguenza. La squadra ha sempre fatto le cose giuste e non ha mai dato la sensazione di perdere la bussola, nemmeno contro una delle squadre più forti del campionato. Abbiamo le qualità per restare in quella comfort zone: è uno step di maturità importante, soprattutto in fase difensiva».
Sulla gara di domani: «Siamo consapevoli dell’importanza della partita e dell’anniversario della società. Vogliamo regalare una gioia ai tifosi, ma affrontiamo una squadra molto forte per la categoria. Dovremo tenere alta l’attenzione e gestire bene le energie. Non penso alle assenze, ma a chi ho a disposizione: chi scenderà in campo farà una buona partita».
Il tecnico si sofferma anche sulla fase offensiva: «Ci son
o squadre che tirano tanto ma segnano poco. Bisogna vivere di momenti e restare positivi. Noi stiamo trovando gol con vari interpreti e sono sicuro che arriveranno anche dagli attaccanti. Nel momento decisivo verrà fuori anche Gabrielloni».
Sulla gestione della rosa: «A gennaio ci sono stati tanti cambi e non è sempre un bene. Alla lunga serve il contributo di tutti. È stato un caso vedere cinque nuovi acquisti contro il Palermo, ma io valuto settimana dopo settimana. Sono felice del rientro di Pierobon, mentre Candellone sta rispondendo bene alle cure: c’è qualche speranza di accorciare i tempi di recupero».
Infine, uno sguardo alla mentalità della squadra: «Lavoriamo per vincere, soprattutto per i tifosi. Questo è un campionato strano: tutte possono battere tutte. Sono contento che in questo momento della stagione tutti si sentano coinvolti, perché l’aspetto emotivo fa la differenza. Abbiamo grandi possibilità di mettere in difficoltà gli avversari».
Sulle possibili scelte: «Possiamo partire in vari modi, con due esterni o due punte. I ragazzi conoscono i principi di gioco. È un privilegio avere pressione: significa che siamo partiti bene e non siamo finiti nelle sabbie mobili. Le partite ora sono più sporche e fisiche, ma sappiamo cosa vogliamo fare: pressare alto e renderci pericolosi».
Su Varnier: «C’è la possibilità di vederlo dal primo minuto. Tutti mi hanno dato ottime risposte e domani farò le mie scelte. Anche chi gioca meno è fondamentale: è il segno di un gruppo sano, e non è un caso se siamo a 41 punti».
Chiusura su Mosti: «Cerco di trasmettere le mie idee alla squadra. Credo molto nel rapporto umano: con lealtà si ottiene qualcosa in più. Questa è la spina dorsale del gruppo. Le prestazioni dei ragazzi sono contagiose e alzano il livello di tutti. I sei gol di Mosti sono merito suo».