Meno dodici. Dodici, come i giorni che mancano prima di dover salutare definitivamente il mese di Giugno. Dodici, come i giorni che mancano all'inizio del calciomercato. E ancora, dodici come i giorni che la Juve Stabia ha a disposizione per presentare la fideiussione da 350mila euro in favore della Lega Pro e un assegno da 60mila euro, in parte rateizzabile, come garanzia di iscrizione al prossimo campionato della Serie C.
Ma non è finita qui: altra scadenza da rispettare è fissata nel 20 giugno quando, invece, bisognerà consegnare la documentazione legata al Menti e all'asset societario.
Più trascorrono le ore, dunque, e più l'ipotesi di un'uscita di scena della squadra stabiese dal calcio professionistico sembra concretizzarsi ogni giorno di più, anche perchè il tempo passa e non perdona e l'invito del P
residente Manniello ad essere affiancato nella gestione societaria non è stato fin'ora accolto a dovere.
Le due piste all'orizzonte riconducono all'imprenditore Giovanni Lombardo, ex presidente della Casertana, pronto a rilevare il 52% della proprietà per avere massima libertà nella gestione del club, puntando a risanare parte dei debiti economico- finanziari della società verso le banche soprattutto tramite la certa cessione delle punte di diamante della compagine gialloblu, e la seconda ad una cordata di imprenditori napoletani del settore enogastronomico.
Piste che ad oggi restano fini a se stesse dato che non vi è stato nessun interessamento concreto.
E allora, l'unico asso per salvare il calcio professionistico a Castellammare risiede ancora una volta nella sola manica del Patron Manniello?
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