Chiede un posto di lavoro e per protesta si è incatenato al portone d’ingresso del Comune di Gragnano. E’ successo questa mattina quando nel piccolo comune dei Monti Lattari, poco dopo le 11, un uomo si è recato alla sede dell’ente gragnanese in via Vittorio Veneto. Con se ha portato una lunga e spessa catena con la quale si è legato al portene d’ingresso dell’edificio.
Immediatamente sono intervenuti gli agenti della polizia municipale ed un’auto dei carabinieri della locale stazione. Le forze dell’ordine hanno cercato di dissuadere l’uomo dal proseguire nella sua azione di protesta.
Giuseppe Abbagnale, questo il suo nome, ha chiesto di parlare con il sindaco che, secondo il suo racconto, gli avrebbe promesso l’assunzione nella ditta di raccolta dei rifiuti in città. Il fr
atello, infatti, lavorava per la stessa ditta ma poi è deceduto. Giuseppe aveva quindi chiesto di essere assunto e di prendere il posto del fratello.
Dopo oltre un’ora di proteste, i carabinieri lo hanno convinto a desistere, promettendogli che il sindaco lo avrebbe presto ricevuto. Giuseppe si è quindi allontanato dal comune, salvo poi ritornarvi alle 13.15 circa.
«Inio oggi lo sciopero della fame e della sete – ha detto – per protestare contro il sindaco di Gragnano Paolo Cimmino. In campagna elettorale mi aveva promesso che, una volta eletto, si sarebbe adoperato per farmi assumere dalla ditta che avrebbe avuto l’appalto per la raccolta dei rifiuti in città».
Un racconto ed una ricostruzione che ha scritto su dei fogli affissi proprio sulla parete della casa comunale.