Castellammare. «Ho temuto di non rivedere più i miei figli, allora mi sono accovacciata dietro al sedile e al momento giusto mi sono lanciata fuori dall’auto». Sono le parole di Eutalia Esposito, la stimata ginecologa dell’ospedale San Leonardo di Castellammare che la scorsa sera è stata coinvolta in una sparatoria al termine dell’orario di servizio. «È stata un’esperienza terribile - spiega la dottoressa - che mi ha ricordato di come sia difficile vivere quotidianamente a contatto con tante persone. Ma il pensiero di non rivedere i miei figli mi ha aiutato a riscoprire il ruolo di madre, spingendomi a uscire dall’au
to». Intanto, grazie alle testimonianze raccolte dagli agenti di polizia, agli ordini del primo dirigente Luigi Petrillo e del vicequestore Stefania Grasso, è stata definita la drammatica sequenza dei fatti della scorsa sera. Erano da poco trascorse le due del mattino di mercoledì e la dottoressa aveva appena terminato il turno di lavoro, dopo aver assistito al parto di una donna. E proprio un parente della sua assistita le ha offerto un passaggio fino a casa. Pochi secondi e l’auto è stata assalita da una raffica di proiettili diretti al conducente, Raffaele Cafiero, stabiese di 37 anni, colpito a una gamba. ci. sa.