È già finita per Roger Federer. È incredibile che carnefice sia stato un sudafricano, lui che sangue di quella terra ce l’ha nelle vene, tramite la mamma Lynette nata proprio lì, nel cuore del continente nero. Passa in semifinale Kevin Anderson, testa di serie n.8, che mai si era spinto così in là nel torneo londinese, confermando lo splendido stato di forma nell’ultimo anno solare. Sarà una sfida fra giganti con Isner, che sancirà chiunque vinca la prima volta in una finale Slam.
Per Roger è stata una sconfitta dolorosa, perché giunta dopo non aver concesso un solo set nel torneo, dopo essersi trovato davanti di due parziali a zero nei quarti di finale e soprattutto, dopo aver sprecato un match point. E qui subito un dato clamoroso da proporre ed analizzare: è la ventesima partita che il campione svizzero perde nonostante avesse avuto un match point. Il motivo rende Federer ancor più amato ed apprezzabile probabilmente. È un giocatore fortemente emotivo, che avrebbe vinto anche più di quello che di incredibile ha portato a casa, avesse ad esempio goduto della forza mentale di un Nadal magari meno dotato tecnicamente, ma in grado di giocare al meglio i punti chiave.
Federer lascia il torneo da campione in carica e da recordman assoluto nei trionfi a Wimbledon, mentre il maiorchino lo scorso anno si era fermato agli ottavi, il che vuol dire conseguenze p
esanti anche in ottica n.1 del Ranking Atp, che ora vedrà l’elvetico piuttosto staccato per un po’. Le chance non mancheranno visto che lo scorso anno non vinse alcun altro torneo fino a ottobre, uscendo ai quarti di finale degli Us Open.
Quello che però più “preoccupa”, è il trend calato rispetto allo scorso anno quando Roger riuscì dopo il lungo infortunio ad aggiudicarsi a questo punto della stagione ben 2 tornei Major, due Masters 1000 e il torneo di Halle, mancato questa stagione. Non che si possa reputare negativa questa prima parte ovviamente, ritrovata la n.1 (più anziano di sempre), Melbourne, Rotterdam e Stoccarda vinti ma di certo un passo indietro pare evidente.
Gli esperti del settore davano favorito Federer, mentre adesso vedono Nadal come il possibile trionfatore del torneo inglese, seguito dal redivivo Djokovic. I due si affronteranno per l’ennesima volta, uno contro l’altro, per arrivare all’ultimo atto di Wimbledon e attendere un outsider fra Isner e Anderson, i due grandi battitori che daranno del filo da torcere a chi troveranno oltre la rete, chiedere a Federer per info.
Rimandata ancora una volta quindi la celebrazione del torneo vinto n.100 per il 20 volte vincitore Slam, fermo a quota 98 e a meno 11 dal record di tornei totali vinti da Jimmy Connors. Guai, però, a dare ancora una volta per finito uno abituato a smentirci, più di una volta.