Cronaca

Falsi dipinti attribuiti a Vincenzo Irolli, maxi operazione dei Carabinieri: perquisizioni anche a Castellammare

Inchiesta della Procura di Torre Annunziata sul traffico di opere d’arte contraffatte: 41 persone e altrettanti immobili ed esercizi commerciali coinvolti nelle perquisizioni in 24 città italiane. Dieci gli indagati, sequestrati finora 24 dipinti.


Un’inchiesta sul presunto traffico di dipinti contraffatti, attribuiti ad artisti dell’Ottocento napoletano e in particolare al pittore Vincenzo Irolli, ha portato a una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Le attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno interessato 24 città italiane, tra cui Castellammare di Stabia, Napoli, Sant’Antonio Abate, Scafati, Torre del Greco, Ercolano e numerosi altri centri della Campania.
Le operazioni sono state eseguite il 21 ottobre dal Gruppo di Roma del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con il supporto del Reparto Operativo e dei nuclei territoriali competenti. Il decreto ha disposto perquisizioni personali e locali, accompagnate dal sequestro di quanto eventualmente rinvenuto, nei confronti di 41 persone e presso altrettante abitazioni ed esercizi commerciali.
L’obiettivo degli investigatori è individuare dipinti falsi che sarebbero stati immessi sul mercato come opere autentiche, sfruttando il valore commerciale dei nomi di importanti artisti.

Dieci indagati e 69 dipinti al centro dell’inchiesta
L’indagine, condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e coordinata dalla Procura oplontina, ha portato finora all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone.
Le ipotesi di reato comprendono l’associazione per delinquere, la contraffazione di opere d’arte, la ricettazione di beni culturali e l’esportazione illecita di beni culturali. Complessivamente, i capi d’imputazione sono 25 e riguardano circa 69 dipinti.
Le perquisizioni hanno coinvolto, oltre alle persone già indagate, anche antiquari, commercianti di antichità e restauratori. Gli accertamenti mirano a ricostruire l’intera filiera della presunta attività illecita, dalle fasi di preparazione e presentazione delle opere fino alla loro vendita e all’eventuale trasferimento fuori dall’Italia.

Le vendite online e il presunto traffico internazionale
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe esistuta un’organizzazione dedita alla commercializzazione di dipinti contraffatti su scala nazionale e internazionale. Le opere sarebbero state proposte sul mercato attraverso canali tradizionali e una nota piattaforma di vendita online, raggiungendo anche acquirenti che

le avrebbero acquistate ritenendole autentiche.
Gli investigatori avrebbero individuato una ripartizione dei compiti tra diverse persone, con il presunto promotore dell’organizzazione affiancato, per le attività connesse alla presentazione dei beni sulla piattaforma telematica, dalla moglie e da un conoscente che avrebbe fornito consulenze tecniche.
Il sistema, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe consentito di ampliare il bacino dei potenziali compratori, superando i confini nazionali e incrementando i ricavi derivanti dalle vendite contestate.
L’organizzazione avrebbe avuto le proprie basi soprattutto nelle province di Napoli e Salerno, operando con continuità anche a Reggio Calabria e in altre aree dell’Italia meridionale.

Sequestrati 24 dipinti, individuate 84 vendite online
Nel corso delle attività investigative già svolte, i Carabinieri hanno sequestrato complessivamente 24 dipinti. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di individuare 84 vendite di quadri attraverso piattaforme online.
È stata anche ricostruita l’esportazione all’estero di altri nove dipinti, destinati ad acquirenti in Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.
I dati delineano, secondo gli inquirenti, un fenomeno articolato, nel quale il commercio telematico avrebbe avuto un ruolo rilevante per raggiungere il mercato internazionale. Le nuove perquisizioni sono finalizzate a raccogliere ulteriori elementi, individuare altre eventuali opere contraffatte e approfondire le responsabilità delle persone coinvolte.

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Torre Annunziata
L’operazione rappresenta un nuovo sviluppo dell’attività investigativa volta a tutelare il patrimonio artistico e contrastare la circolazione di opere falsificate. La presenza di perquisizioni in numerose città italiane evidenzia l’ampiezza geografica degli accertamenti e la necessità di ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. I sequestri eseguiti possono essere impugnati dinanzi al Tribunale del riesame.
Le persone sottoposte alle indagini sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.


giovedì 22 ottobre 2026 - 11:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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