Pari d’oro al Ceravolo. Le aquile non vanno oltre lo 0 a 0 contro le vespe di Guido Pagliuca. I gialloblù tornano a casa con un punto prezioso e un pizzico di amaro in bocca per il gol annullato dal Var nella ripresa. «Nel primo tempo abbiamo preparato una partita, guardando in fase di non possesso -spiega il tecnico Fabio Caserta ai microfoni ufficiali del club- Il nostro primo tempo sottotono è stato anche per la bravura della Juve Stabia. Il secondo tempo molto bene e potevamo andare anche in vantaggio nei minuti finali. Sul palleggio abbiamo sofferto un pochettino. Un pareggio tutto sommato giusto, positivo per noi e da continuità ai risultati. Al livello di qualità di gioco, vedo una partita diversa. Il Sassuolo è venuto a giocarsela a viso aperto. La Juve Stabia dopo cinque minuti è venuta a uomo e abbiamo avuto difficoltà a giocare come è abituata a fare questa squadra. Pittarello è diverso rispetto a Biasci: lì siamo stati bravi a prendere campo. Cassandro e Seck sono in ritardo di condizione. Hanno bisogno di tempo. Non mi andava di cambiare, perché la squadra aveva fatto molt
o bene con il Sassuolo. Sapevo già di un cambio tra Pittarello e Biasci. È stato sfortunato, poteva fare gol. Quando abbiamo deciso di cambiare qualcosina, anche la Juve Stabia ha trovato difficoltà. Tutte le squadre che sono abituate a giocare in un modo, quando vedi un avversario che va a uomo si trovano in difficoltà. Il campionato di Serie B è anche questo. Il gol non convalidato ci ha dato una spinta in più. La frenesia di vincere la gara. Si poteva ragionare di più, ma sono momenti dove puoi sbagliare qualche passaggio di troppo. A prescindere da tutto, vedo una Juve Stabia che ha fatto un campionato strepitoso. Vedo una squadra, un gruppo unito. L’allenatore sta facendo un grande lavoro. Castellammare è per me una storia che non avrà mai fine. Sono stati momenti belli e brutti, e soprattutto in quelli brutto il popolo di Castellammare è stato vicino a me e alla mia famiglia. Per quello che si è visto in campo è anche giusto il pareggio. È anche l’avversario che ti fa fare una partita diversa. Ho rivisto con molto piacere una squadra a cui tengo tantissimo.»