Due anni persi sul PUC e la “confusione che regna sovrana sui temi dell’Urbanistica e dello Sviluppo”. Non ci sta Base Popolare Democratici e Progressisti a questo modus operandi da qui la richiesta di coinvolgere il Consiglio Comunale e la città sui temi dell’Urbanistica. Oggi con una nota indirizzata al Presidente della Commissione Urbanistica, Nello Cuomo, il consigliere di Base Popolare Democratici e Progressisti Maurizio Apuzzo chiede un chiarimento su come pensa si debba procedere relativamente ai pareri richiesti sulle due delibere consiliari al nostro esame, la n°12 – (approvazione Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale - RUEC) e la n°13 – (approvazione Piano Urbanistico Comunale - PUC), dopo la recente pubblicazione sul BURC n. 3 del 19 gennaio 2026, del Decreto Dirigenziale n. 1 del 13 gennaio 2026, con il quale si dà l’avvio alla seconda fase delle osservazioni, da parte delle amministrazioni comunali interessate, in merito ai contenuti del Piano Paesaggistico Regionale (Delibera di Giunta regionale n. 746 del 22 ottobre 2025 BURC n. 77 del 30.10.2025) riguardanti la ricognizione dei beni paesaggistici di cui all’art. 142 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
“Nel Piano richiamato il territorio di Castellammare viene suddiviso in due parti: AMBITO 26 del Sarno che comprende tutto il territorio tranne la zona alta, assegnata invece all’AMBITO 27 Penisola sorrentino-amalfitana.
Non sappiamo ad oggi se il Comune abbia già avanzato osservazioni, se lo farà nei tempi assegnati. Diventerebbe inaccettabile se non fossero coinvolti il Consiglio Comunale e la città su atti, piani e vincoli che rivestono una grandissima importanza e valore per programmare lo sviluppo di Castellammare e per dare riferimenti certi a chi vuole realizzare investimenti. Il silenzio e sottovalutazione apparirebbero particolarmente gravi se si considera la rilevanza strategica del PPR, strumento sovraordinato destinato a incidere in modo diretto e immediato sulle scelte urbanistiche locali. L’eventuale mancata partecipazione attiva dell’Amministrazione comunale al processo di formazione del Piano Paesaggistico Regionale rappresenterebbe non solo un’omissione procedurale, ma anche una significativa occasione persa per tutelare gli interessi della Città, per incidere sulle perimetrazioni e orientare le future trasformazioni del territorio, per valutare le ricadute sul PUC in discussione”.
Chiarimenti quelli chiesti da Base Popolare al primo cittadino anzitutto sulla confusione che regna su un tema così delicato. “Il PUC a quali piani sovraordinati fa riferimento? Tiene conto della divisione in due ambiti della città già nota con la delibera regionale di ottobre 2025 richiamata? La città è ferma, stiamo
perdendo e sciupando risorse. Cosa dovrebbe approvare il Consiglio comunale se sul PUC, oltre ai vizi procedurali che abbiamo segnalato, stanno emergendo anche questi problemi?
La fase delle osservazioni, aperta il 19 gennaio 2026, va colta pienamente e con serietà per organizzare un confronto ampio con la Città ed il Consiglio Comunale per raccogliere indicazioni, richieste di modifiche e d’integrazione, da inviare alla Regione.
L’intreccio tra PUC-PUT-PPR, manca ancora il D.O.S. (documento di orientamento strategico) richiede una visione chiara, le definizioni di priorità, che ancora non riusciamo a vedere. Il Put - legge 35/87 - ha tutelato il territorio sottoposto negli anni a speculazioni enormi e anche rallentato in alcuni casi, processi di sviluppo.
Ribadendo il blocco del consumo di suolo, la tutela dell’ambiente, la realizzazione di spazi pubblici, penso a temi, dei quali da tempo discutiamo come il fronte mare - mantenendo il no alle case - i parchi, il sistema termale, le aree industriali dismesse, la riqualificazione dei quartieri degradati, le aree portuali, gli investimenti per Fincantieri, la rete dei trasporti, la sistemazione idrogeologica dei costoni, il recupero del patrimonio edilizio pubblico, le reti infrastrutturali.
La Commissione, noi tutti, non dovremmo consentire che si ripeta ciò che è accaduto con il PUC avviato nel 2022: una sorta di fiume carsico, in quattro anni - due della Commissione e due del Sindaco Vicinanza - è scomparso e ricomparso senza che alla città siano mai stati spiegati i motivi di queste lungaggini.
Siamo preoccupati perché su Savorito, per le A. Terme, Casa del Fascio stiamo procedendo con progetti e scelte sbagliate; perché abbiamo sborsato già oltre un milione per incarichi e consulenze, se all’elenco aggiungiamo piscina, strade da asfaltare, fronte a mare, Dos e altro.
Manca un piano, lo ripetiamo senza animosità, ma perché convinti che, come sempre accade quando la nebbia della propaganda e del vittimismo si dirada, i nodi non affrontati si ripresentano a evidenziare errori e incertezze gravi.
Pensiamo, per citare ancora un fatto recente che sia poco rispettoso nei confronti del Consiglio Comunale - chiamato quasi solo a discutere di debiti fuori bilancio - della città che ha dimostrato attenzione voglia di partecipare e di essere informata, che nessuno sappia niente del fatto che si svolgerà di nuovo tra pochi la conferenza di servizio per l’ascensore che porterà al Solaro”.
Al presidente Cuomo il consigliere Apuzzo ha inoltre chiesto di acquisire tutta la documentazione prodotta sull’Ascensore dai nostri uffici e dagli alti enti che partecipano alla conferenza di servizio e di acquisire anche tutta la documentazione riguardante il progetto di riqualificazione delle Antiche Terme.