Il Terzo Sistema era pronto a combattere una guerra. Le forze dell'ordine non hanno dubbi dopo aver colpito il clan emergente con 17 ordinanze di custodia cautelare che di fatto hanno decapitato la cosca del rione Moscarella. Secondo quanto emerso dalle intercettazioni degli ultimi quattro anni, Raffaele Polito e Silverio Onorato avevano messo su un vero e proprio arsenale, fra pistole, fucili e kalashnikov. In alcuni casi erano disposti anche a vendere i propri pezzi pregiati per pagare la fornitura di droga da rivendere nelle piazze di spaccio. Due menti criminali che in pochi mesi sono riuscite a costruire una rete di legami tali da raggiungere altri esponenti della criminalità napoletana dai quali si garantivano l'acquisto delle armi.
Questi comportamenti, però, nel mondo della mala non sono passati inosservati. Dopo aver beccato un pusher di Moscarella nel rione Ponte Persica, i Cesarano hanno provato a richiamare all'ordi
ne il neo clan del duo Polito - Onorato. In pratica la cosca della periferia nord avrebbe dato loro la possibilità di spacciare le proprie sostanze nel quartiere con l'obbligo di sottostare proprio ai Cesarano. Offerta rispedita al mittente considerato che Moscarella voleva restare indipendente. Per questo motivo l'allerta era massima con il rischio di faida dietro l'angolo.
L'operazione dei carabinieri ha assicurato alla giustizia ben 17 persone che ora dovranno rispondere alle accuse davanti al Riesame. Le indagini tuttavia non si fermano perchè i carabinieri sono ancora alla ricerca delle restanti armi che probabilmente sono nascoste fra i ruderi del quartieri Moscarella. Della grande disponibilità di pistole e fucili ne parla proprio Raffaele Polito nel corso delle intercettazioni ma, per ora, le forze dell'ordine hanno trovato solo una parte di quest'ultimi. Il caso del Terzo Sistema è tutt'altro che chiuso.