Anche a Castellammare di Stabia si pagherà la tassa di soggiorno. Il consiglio comunale quest'oggi ha dato il via libera al provvedimento nonostante le polemiche della minoranza che aveva chiesto di posticipare l'approvazione. La tassa dovrà essere pagata dal 1 dicembre 2020 e avrà un costo irrisorio per poi aumentare nel prossimo anno. «Castellammare è una citta turistica e come tale è giusto che si paghi la tassa di soggiorno - spiega il sindaco Gaetano Cimmino -. Abbiamo avuto numerosi confronti con i professionisti del settore e con le associazioni, non è un provvedimento azzardato. Siamo noi della maggioranza a dover dettare i tempi; che senso ha, in caso contrario, vincere le competizioni elettorali? Possiamo discutere sul metodo ma non sulle scelte. Il provvedimento sarà attivo dal 1 dicembre». Il punto all'ordine del giorno è passato con il voto compatto della maggioranza con 16 voti favorevoli, 4 astenuti e 3 contrari.
Particolarmente critiche le forze politiche di minoranza che hanno contestato la scelta dell'amministrazione. «Non entriamo nel merito della tassa, noi siamo stati fra i primi a proporla e siamo d'accordo perchè Castellammare è una città turistica. Ma adesso non è il momento,
questo regolamento non è adatto al mondo che ci troviamo di fronte. Noi della minoranza chiediamo solamente di posticipare la tassa, le strutture alberghiere sono in crisi e lo dimostrano diversi studi specifici. C'è chi parla di una ripresa economica solamente nel 2022. Perchè allora aggiungere una nuova tassa?» spiega Francesco Nappi del Movimento 5 Stelle. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il consigliere Andrea Di Martino di Italia Viva: «Non so perchè avete deciso per forza di approvarla in questo momento. Non è quello adatto. Questo regolamento inoltre prevede un pagamento cartaceo della tassa. Immaginate un turista che paga magari 2mila euro in un hotel di lusso e poi deve pagare 5 euro in contanti per la tassa di soggiorno? Avete deciso di non ascoltarci: auguri».
«In questo provvedimento dovevano essere coinvolti anche i gestori dei B&B, coloro che portano avanti la tradizione di affitta camere nella nostra città. E invece l'amministrazione ha preferito correre da sola, prima promettendo il confronto e poi scegliere autonomamente - spiega il consigliere Tonino Scala di Liberi e Uguali -. Forse non è chiaro che il mondo dopo l'8 marzo e che questa pandemia ha cambiato il mondo e dobbiamo prenderne atto».