L’articolo di StabiaChannel dell’altro giorno relativo all’introduzione della tassa di soggiorno a Castellammare di Stabia a partire dal prossimo 1 luglio, ha suscitato diverse reazioni e confronti circa l’opportunità – anche rispetto al periodo di difficoltà economica dovuta alla pandemia – dell’introdurre un simile nuovo balzello. Per il 98% dei gestori di strutture ricettive interpellati dal nostro giornale si tratta di una scelta poco lungimirante e che va ulteriormente a danneggiare il settore turistico della città stabiese. Anche per questo, l’Ascom ha chiede un confronto con l’amministrazione comunale per «discutere, tutti insieme e nelle opportune sedi, modalità, opportunità ed eventuali perplessità legate all'implementazione della tassa di soggiorno».
«Sarà un momento in
cui porteremo alla luce i sentimenti dei turisti collegati alle differenti componenti che concorrono a formare i nostri prodotti turistici ed esprimono eterogeneità in termini di esperienze ma anche di problematiche collegate alle diverse aree della città – si legge in una nota dell’associazione dei commercianti - In questo momento storico così particolare, la collaborazione tra imprese e policy maker sarà di fondamentale importanza per proseguire un percorso che, con grandi sacrifici e lungimiranza, è stato portato avanti dai miei colleghi, dagli attori dell'extra-alberghiero, dai taxisti, dai ristoratori, dai commercianti, dalla comunità locale e dai tanti imprenditori del territorio che si occupano della promozione e valorizzazione dell'incoming e che compongono l'offerta turistica locale».
Bisognerà ora capire se da parte dell’amministrazione comunale ci sia la volontà di ridiscutere l’introduzione della tassa.