Tassa di soggiorno, ci siamo. Dal 1 luglio prossimo, i cittadini non stabiesi che soggiorneranno presso le strutture ricettive di Castellammare di Stabia dovranno pagare la tanto discussa tassa. Un obolo per i turisti, un problema in più per i gestori. Questi ultimi, infatti, prima dovranno spiegare e convincere gli ospiti a pagare la tassa voluta dal Comune e poi dovranno rispettare tutta una serie di adempimenti e scadenze per rendicontare e versare la tassa riscossa nelle casse dell’ente.
Ma vediamo come prevede. Tutti i cittadini non residenti a Castellammare di Stabia che soggiorneranno in città in una delle tante strutture ricettive del territorio dovranno riscuotere dai propri ospiti 1 euro al giorno a persona per ogni pernottamento. Questo per un massimo di 7 giorni. La tassa non è dovuta dai ragazzi fino a 14 anni compiuti. Non dovranno pagarla nemmeno i portatori di handicap ed i loro accompagnatori. Per ogni pagamento riscosso andrà rilasciata ai clienti una regolare ricevuta.
Ma la parte difficile per i gestori inizia proprio da qui. Dopo aver riscosso la somma dovuta, dovranno quindi far fronte ad una serie di adempimenti. Innanzitutto dovranno versare al Comune gli importi riscossi entro il 16esimo giorno del mese successivo (art. 7.2 del regolamento). Quindi dovranno comuni
care all’ente di Palazzo Farnese - entro il 16esimo giorno del trimestre solare successivo (quindi entro il 16/4, 16/7, 16/10 e 16/1) alla riscossine - il numero di coloro che hanno soggiornato in quel periodo ed il relativo periodo di permanenza (art. 6.1 del regolamento). Entro il 30 gennaio di ciascun anno, poi, dovranno inviare il “modello 21” al Comune (la compilazione dovrebbe essere automatica, il Comune dovrebbe mettere a disposizione un software specifico). Si tratta di un riepilogo per mese relativo al numero di ospiti che hanno soggiornato e l’ammontare della tassa di soggiorno riscossa.
Di tutto questo, a parte il regolamento che lo specifica, non esistono ancora le istruzioni operative su come farlo. Mancano le modalità di riversamento degli importi incassati, manca il software per la compilazione dei riepiloghi, mancano i riferimenti per comunicare le informazioni raccolte. Ma, è certo, il tutto sarà reso disponibile nei tempi utili per provvedere.
Altri impegni, altra burocrazia a complicare la vita degli imprenditori. La speranza è che il denaro incassato venga poi speso per rendere più vivibile la città di Castellammare di Stabia e farla diventare un attrattore turistico di alto profilo al pari delle città della penisola sorrentina.