«La vicenda della dodicenne violentata da altri ragazzini a Castellammare è una storia del terrore ed un incubo che si abbatte sulla nostra comunità. Esprimo la mia più profonda vicinanza alla ragazzina e alla sua famiglia: chiedendo allo stesso tempo il maggior rigore possibile nei confronti dei tre ragazzini indagati». A dirlo è Andrea Di Martino, candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative a Castellammare. «Non è possibile dopo aver letto una storia del genere girarsi dall’altra parte. E’ criminale far finta di niente. La nostra comunità adesso deve stringersi attorno alla ragazzina mettendo in campo tutte le risorse possibili di aiuto e di supporto affinché questa storia possa da lei e dalla sua famiglia essere dimenticata. Da sindaco mi attiverò affinché nelle scuole cittadine vi sia un supporto dei servizi sociali capaci da un lato di fare opera di prevenzione contro questi turpi fenomeni di violenze e dall’altro si sia capaci di intercettare il disagio prima che questo esploda in forme così drammatiche».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche il consigliere regionale dei Verdi, Emilio Borrelli: «Bisogna indagare anche i genitori di queste be
lve per capire se sapevano e se sono loro che li hanno indirizzati allo stupro e delinquenza. Togliere subito la patria potestà ai camorristi e affiliati perché non "educhino" alla violenza le nuove generazioni. La violenza genera violenza, chi cresce in ambienti degradati inevitabilmente ne assorbe i comportamenti. I minori devono essere tutelati. Va impedito che di padre in figlio si passino il testimone. Per questo bisogna togliere la patria potestà ai camorristi e affiliati affinché non educhino alla violenza le nuove generazioni. Inoltre bisogna indagare anche i genitori per capire se sono stati complici o peggio mandanti di questi comportamenti”». «Le famiglie camorristiche - ha puntualizzato Borrelli - sono un serbatoio inesauribile di cattivi esempi degrado morale, fisico e psicologico. Sottrarre i minori a simili contesti e fornire loro la possibilità di crescere e formarsi in ambienti sani è un obbligo a cui le amministrazioni sono chiamate a rispondere. Basta con il buonismo verso i delinquenti e camorristi e i loro pargoli. Se questi ragazzini sono già delle belve la responsabilità è anche di chi li ha indirizzati su questa strada e potrebbe anche essere il mandante di stupri e violenze».