È un attacco duro e senza sconti quello che arriva dal gruppo consiliare Stabia Unica nei confronti del sindaco Luigi Vicinanza. Al centro della polemica, le recenti dichiarazioni del primo cittadino contro quelli che ha definito “paladini dell’antimafia”, accusati di alimentare giudizi sommari e teoremi privi di fondamento.
Secondo Stabia Unica, però, il garantismo rivendicato oggi dal sindaco sarebbe a geometria variabile. A sottolinearlo è il consigliere comunale Antonio Federico, che parla apertamente di “ipocrisia politica”: la stessa “clava giustizialista” che, a suo dire, fu utilizzata in passato per colpire la precedente amministrazione e portare allo scioglimento del Consiglio comunale, oggi tornerebbe a colpire la giunta Vicinanza, provocando una reazione opposta.
“Quando la giustizia veniva usata come arma politica contro gli avversari, andava bene – sostiene Federico –. Oggi che il sospetto lambisce la sua amministrazione, il sindaco riscopre improvvisamente le garanzie e le sfumature del diritto”. Una contraddizione che, secondo Stabia Unica, i cittadini non sarebbero più disposti a tollerare.
Nel comunicato, il movimento precisa di non mettere in discussione l’onestà personale del sindaco, ma ne critica duramente l’azione amministrativa. L’accusa è quella di un atteggiamento autoreferenziale, che vedrebbe Vicinanza proporsi come unico baluardo di legalità mentre, nei fatti, la città resterebbe paralizzata dall’inerzia. “L’onestà – si legge – non è
una competenza amministrativa”, e i proclami del primo cittadino sarebbero ormai incapaci di mascherare l’assenza di risultati concreti.
Altro punto centrale della contestazione riguarda il bilancio dei 19 mesi di governo cittadino. Secondo Stabia Unica, molti dei risultati rivendicati dal sindaco sarebbero in realtà eredità della precedente amministrazione. Al contrario, viene imputata all’attuale giunta la perdita di finanziamenti importanti, come nel caso del Savorito, e una gestione giudicata inefficace dei fondi pubblici, con risorse che sarebbero andate perse per carenze tecniche e amministrative.
Non manca, infine, un riferimento allo scenario politico nazionale e ai rapporti con il Partito Democratico. La sfida lanciata da Vicinanza alla segretaria Elly Schlein e al PD viene definita da Stabia Unica “l’ultimo atto di un copione già visto”. Secondo il movimento, il sindaco oggi si direbbe isolato e attaccato dagli stessi alleati che lo hanno sostenuto, dimenticando però che la sua elezione sarebbe stata possibile proprio grazie a una coalizione eterogenea, costruita mettendo da parte le differenze in nome della vittoria elettorale.
La conclusione del comunicato è netta: Castellammare, per Stabia Unica, non avrebbe bisogno né di “martiri” né di “sceriffi della domenica”, ma di capacità amministrativa, visione e umiltà. Qualità che, a giudizio del movimento, in questi mesi sarebbero mancate, lasciando la città con “macerie” politiche e il rammarico per un’occasione non colta.