Operazione “Speedball”, gli ‘stipendi’ e i turni dei pusher che spacciavano nei droga shop smantellati dai carabinieri. Stipendi dai 100 ai 150 euro a settimana per gli spacciatori. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Torre Annunziata che ha portato i carabinieri della compagni di Castellammare ad eseguire 16 misure cautelari per pusher e pony express della droga stabiesi che gestivano le tre piazze a Castellammare, una a Santa Maria La Carità e un’altra a Torre Annunziata. Cocaina, eroina e marijuana i business da migliaia di euro portati avanti dai gruppi che gestivano i droga shop. Delle basi a gestione familiari per la custodia e il confezionamento della droga. Ad esempio il gruppo del 27enne stabiese Vittorio Benito Ferrara che spacciava cocaina e erba aveva talmente tanti clienti da dover assoldare altri due collaboratori, Ernesto e Gianluca Di Maio. “Ernesto prende 100 euro, Gianluca invece arriva a 150 perché fa pure la mattina”, sono le conversazioni nella famiglia Ferrara di via Surripa intercettate dai carabinieri.
Dovevano restare nella zona di via Surripa per servire gli acquirenti mentre il 27enne Ferrara effettuava le consegna a domicilio davanti ai più noti bar del centro cittadino stabiese tra il lungomare e il corso Vittorio Emanuele. Turni diversi anche per la piazza di spaccio del rione Capo Rivo gestiva dal 37enne Raffaele Cherillo che prendeva le ordinazioni al telefono e fissava gli appuntamenti mentre a fare da corriere erano i suoi “cugini” Peppiniello De Pasquale e Salvatore Artuso. Quest’ultimo, residente a Torre Annunziata, arrivava al vico Sciuscella per coprire il turno dalle “18 alle 2, al massimo 2 e 30 di notte” per poi ritornare a casa. Fiorente il business creati dai droga shop, specialmente quello del Capo Rivo che aveva tra i clienti anche i giovani della movida della costiera sorrentina e amalfitana a Positano. Sin qui i corrieri si spingevano per consegnare le dosi di cocaina e eroina per fare il mix micidiale dello Speedball, un cocktail dagli effetti devastanti come accertato in un caso di overdose da cui le indagini hanno preso le mosse nel 2015.