Finisice ai domiciliari Luigi Cimmino, 26enne di Castellammare di Stabia arrestato per tentato omicidio sabato scorso. Il ragazzo è accusato di aver sparato a Catello D'Apice, commerciante di via Roma dopo una furiosa lite per motivi immobiliari. Il giovane, aiutato da un parente, avrebbe fatto fuoco due volte contro l'uomo (imparentato con esponenti di spicco del clan Cesarano) ma solo un colpo è arrivato a destinazione ferendolo all'addome. Fortunatamente il secondo proiettile si è inceppato salvando probabilmente la vita al 52enne. I carabinieri della compagnia di Castellammare, guidati dal tenente Andrea Riccio, sono riusciti a ritrovare l'arma questa mattina dopo le indicazioni fornite loro dal 26enne che si è presentato davanti al gip del Tribunale di Torre Annunziata. Con le prove schiaccianti presentate dall'accusa, il giudice non ha potuto fare altro che confermare l'arresto e di spedire ai domiciliari il Cimmino in attesa
del processo a suo carico. Le condizioni del commerciante, invece, non sono gravi e presto potrà ritenersi guarito.
La vicenda dello scorso venerdì, tuttavia, sembra ormai chiara. I carabinieri, ascoltando testimoni e vittime, hanno ricostruito quanto accaduto all'angolo fra via Roma, via Amato e piazza Matteotti. Cimmino e un parente si sarebbero recati nell'esercizio commerciale del D'Apice per motivi immobiliari. Lì sarebbe scoppiata una lite con il commerciante che ha colpito al volto lo stesso 26enne che ha abbandonato il negozio, è tornato a casa, si è armato e ha fatto fuoco nei confronti del rivale. La sequenza è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza e raccontata anche dai presenti che si trovavano in pieno centro al momento dei fatti. Dopo una fuga di qualche ora, i carabinieri sono riusciti ad incastrare il 26enne ed assicurarlo alla giustizia. Ora attende il processo ai domiciliari.