Sei medici del reparto di chirurgia assenti per malattia. E’ quanto accaduto mercoledì mattina al Pronto Soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dove uno dei principali reparti del nosocomio stabiese si è ritrovato con sei certificati di malattia a giustificazione di altrettante assenze.
Un episodio che ha comportato disagi anche al pronto soccorso visto che gli stessi medici coprivano turni in questo reparto.
Sull’episodio l’ASL Na 3 Sud vuole vederci chiaro e, per questo, sta valutando attentamente il da farsi.
Intanto i sindacati presidiali chiudono un incontro urgente alla direzione aziendale per capire cosa sta succedendo, perché i turni della sala chirurgica sono rimasti scoperti.
«Queste malattie – ha detto Antonio Cascone della FSI-USAE - hanno procurato disagi all’utenza e al reparto che ha già molti problemi strutturali ed organizzativi. Plaudiamo alla decisione della direzione strategica del San Leonardo di istituire i turni pomeridiani e le reperibilità per gli urologici, ma ci aspettiamo lo stesso provvedimento anche per gli ortopedici».
Ma il reparto che soffre ancora grandi carenze organizzative sembra essere sempre il pron
to soccorso. «Non si può vedere gente in attesa fiori dal triage – dice Cascone – Bisogna attivare il ‘fast track’ già in uso per i presidi di otorino, oculistico ed urologico».
E proprio per affrontare questi tempi, i sindacati chiedono un incontro urgente per capire come migliore l’organizzazione del pronto soccorso «che da anni è nell’occhio del ciclone – conclude Cascone – Bisogna istituire i turni pomeridiani».
FSI-USAE e Nursing hanno quindi inviato una missiva alla direzione dell’ASL, anche in riferimento ai problemi vissuti ultimamente dal Presidio Ospedaliero di Torre del Greco, dove si registrano «carenze strutturali, organizzative e di personale, che mettono in serio pericolo l’assistenza sanitaria all’ utenza».
Una richiesta di incontro urgente motivata soprattutto dallo «stato di allarme sociale che si sta determinando anche alla luce delle notizie negative diffuse quotidianamente dagli organi di stampa nonché dall’assenza di una concreta programmazione da parte dei vertici dell’Azienda e tenuto conto dell’imminente periodo festivo e delle conseguenti difficoltà tipiche dello stesso».