Al posto dei quaderni, delle penne e dei bambini felici c'erano bilancini di precisione, cocaina e tutto il materiale utile per il confenzionamento. E' quanto hanno scoperto ieri pomeriggio l'assessore alle politiche sociali Antonella Esposito in compagnia dei tecnici comunali nell'ex scuola Salvato, nel quartiere di Scanzano roccaforte dei D'Alessandro. L'obiettivo del Comune era quello di riutilizzare il bene, chiuso da diversi anni, per scopi sociali creando all'interno un centro d'aiuto per i disabili stabiesi. Ma, una volta giunti sul posto, hanno dovuto fare i conti con la triste verità. A presidiare il cortile della scuola c'erano due pitbull che hanno bloccato l'accesso ad Esposito e ai vari tecnici tanto che è stato necessario l'intervento della polizia municipale e dell'Asl per tranquillizzare i cani ed entrare nella struttura.
Una volta all'interno, l'amara scoperta: le aule che un tempo ospitavano le lezioni dei bambini del quartieri, ora lasciano spazio alle operazioni per il confenzionamento della cocaina. Sono state allertate le forze dell'ordine che hanno sequestrato tutto il materiale e dato avvio alle indagini per risalire ai pusher. Sen
za dubbio l'attività era gestita dal clan D'Alessandro che proprio a Scanzano ha la sua roccaforte. Lì vivono i capi della cosca, come per esempio Teresa Martone al momento ai domiciliari. L'obiettivo è quello di individuare gli affiliati che hanno utilizzato per mesi l'ex scuola Salvato abusivamente e per attività illecite come il traffico di stupefacenti. Anche se ci sono degli interrogativi da risolvere per le forze dell'ordine: storicamente a Scanzano non si spaccia per volontà di Enzo D'Alessandro, uno dei capi clan. Allora perchè è stato creato un vero e proprio laboratorio? Chi lo gestiva? Dubbi che saranno risolti nelle prossime settimane.
Intanto il Comune di Castellammare dovrà ricercare un nuovo bene per realizzare il centro per i disabili. La visita un po' fortuita nell'ex scuola di Scanzano ha permesso di individuare un'area sotto il controllo della camorra. E il timore è che molti degli immobili comunali in disuso possano aver fatto la stessa fine. Non si esclude che nelle prossime ora possa partire un censimento per evitare simili scoperte anche in futuro e combattere tutte le occupazion abusive.