Cronaca

Castellammare - Scavi di Stabia flop, oltre 8mila visitatori in meno rispetto al 2016

Sono 51.884 gli ingressi nelle ville romane nel corso del 2017, a fronte dei 60.239 fatti registrare un anno prima, un dato che rivela un salto all'indietro di ben due anni (nel 2015 gli accessi furono 52.861) per un sito archeologico ormai dimenticato dalle istituzioni.

di Giancarlo Esposito


Oltre 8mila ingressi in meno rispetto al 2016, un calo del 14% in un anno. Nell'anno appena concluso, gli scavi di Stabia sono la Cenerentola del circuito archeologico vesuviano, avendo fatto registrare un dato in controtendenza rispetto a quello degli altri siti, per i quali il numero dei visitatori nel 2017 è cresciuto con picchi persino del 10%. Sono 51.884 gli ingressi nelle ville romane nel corso del 2017, a fronte dei 60.239 fatti registrare un anno prima, un dato che rivela un salto all'indietro di ben due anni (nel 2015 gli accessi furono 52.861) per un sito archeologico ormai dimenticato dalle istituzioni. I numeri, d'altra parte, sono impietosi soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, quando i flussi turistici sono generalmente più elevati. Non bastano, dunque, le iniziative delle associazioni a restituire agli scavi di Stabia una visibilità che oggi è rid

otta ai minimi temrini, anche in ragione dell'esclusione dal biglietto cumulativo del circuito archeologico vesuviano, che un anno fa includeva cinque siti (Pompei, Eroclano, Oplonti, Stabia e Boscoreale) e oggi ne comprende tre, escludendo Villa Arianna e Villa San Marco. Con un marketing territoriale ridotto ai minimi termini e percorsi di valorizzazione pressoché nulli, le prospettive del sito archeologico stabiese sono decisamente infauste. La segnaletica assente e lo stato di degrado in cui versano le vie d'accesso (via Vecchia Varano è invasa da rifiuti e amianto) non agevolano la crescita degli scavi, ormai dimenticati da tutti e frequentati da un numero decrescente di visitatori. E neppure l'ingresso gratuito contribuisce ad accrerscere l'afflusso dei turisti in un contesto che dovrebbe costituire una risorsa per il territorio, ma che sembra invece destinato all'abbandono.


lunedì 8 gennaio 2018 - 20:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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